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Winx
Il segreto del regno
perduto
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Regia |
Iginio Straffi |
| Attori |
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| Paese,
Anno |
Italia - 2007 |
| Genere |
Animazione |
| Durata
(Minuti) |
85 |
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Trama |
Sedici anni fa più potenti maghi guerrieri della Dimensione Magica si sono
sacrificati per combattere il male assoluto. Ora il destino di un regno è
nelle mani di una ragazza, Bloom, la fata della fiamma del drago.
Accompagnata come sempre dalle sue amiche del Winx Club, Bloom dovrà
affrontare la più grande delle sfide: addentrarsi negli abissi della
dimensione oscura e combattere il male assoluto per riportare in vita i suoi
genitori e svelare finalmente il mistero legato alle sue origini.
Glitter, mondo teen e buoni sentimenti s¿intrecciano in questa studiatissima
operazione di marketing, tesa probabilmente a far crescere ragazzine sempre
più coinvolte nella moda e nel glamour fin dalla più tenera età.
Impossibile farle smettere di cantare, soprattutto grazie alla colonna
sonora impietosamente tagliata sia in ingresso che in uscita di ogni brano,
mentre le vicende si dipanano in un misto di Harry Potter, Sailor Moon e Il
Signore degli Anelli.
Le protagoniste sono ovviamente piccoli cloni di Paris Hilton: magrissime,
incredibilmente trendy e talvolta con gestualità un po¿ volgare, a scapito
della teorica funzione educativa proclamata dalla produzione Rainbow.
Accanto a loro, prìncipi più rigidi e stereotipati, a sottolineare
l¿assoluta funzione secondaria nella trama: protezione, innamoramento e,
ovviamente, promesse di matrimonio, perché anche le principesse moderne
ballano al chiaro di luna e si sposano per vivere felici e contente...
Per anticipare le future mode, è inserita per pochi attimi anche una
probabile nuova protagonista, dal look dark-goth e con il potere
sull¿oscurità. Stante il finale aperto del film, in cui si preannuncia un
numero due con battaglia contro il male, è chiaro che la settima fata
ragazzina ha appena fatto la sua prima apparizione!
La trama è scarna e priva di pathos, chiara sin dall¿inizio e scandita da
una voce narrante fin troppo presente, che ovvia alla teorica brevità del
film raccontando quelli che potevano essere, invece, i momenti più salienti.
Il doppiaggio riesce a essere fuori sincrono e lento, le animazioni sono a
livelli molto inferiori rispetto ai competitori stranieri: i capelli e gli
occhi hanno movimenti irreali e le protagoniste si muovono a scatti come i
famigerati Power Rangers. Meglio sicuramente dei mostri, che si staccano
nettamente dai fondali, rivelando che la rapidità di produzione di un film
come questo non garantisce certo risultati da ricordare, ma forse più da
temere.
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