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Voce del verbo amore
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Regia |
Andrea Manni |
| Attori |
Cecilia Dazzi
Giorgio Pasotti
Magdalena Grochowska
Simona Marchini
Stefania Rocca
Tony Kendall |
| Paese,
Anno |
Italia - 2007 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
92 |
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Trama |
Ugo e Francesca, 35enni, sono sposati da dieci anni e hanno due figli. La
frenesia della vita moderna, la difficoltà di conciliare famiglia e lavoro e
soprattutto la routine di coppia li allontanano. Finché giunge inevitabile,
e lì per lì senza grossi traumi, la separazione. Voce del verbo amore, opera
seconda di Andrea Manni, prende avvio proprio da qui, dal momento in cui le
strade dei protagonisti si dividono. Ma il destino è bizzarro: scommettiamo
che scopriranno di amarsi ancora?
Lo spunto, in verità non originalissimo ma pur sempre di stringente
attualità, avrebbe potuto riservare sviluppi interessanti. Accantonata
l'idea, ben più coraggiosa ma troppo poco rassicurante, di descrivere
sinceramente la fine fisiologica di un amore, il regista avrebbe potuto
confezionare una brillante romantic comedy di riconquista, con due bravi
attori come Giorgio Pasotti e Stefania Rocca impegnati in una maliziosa
guerra dei sessi aggiornata ai tempi confusi. E invece una sceneggiatura di
sconcertante banalità (ci si sono messi in quattro, tra cui lo stesso Manni
e Maurizio Costanzo) e una regia di stampo pubblicitario e televisivo
annacquano ogni possibilità di approfondimento psicologico, di adesione
emotiva e di verosimiglianza sociologica.
Le due stelle si devono unicamente alla buona volontà dei protagonisti:
Pasotti e la Rocca portano in dote un'istintiva simpatia a un intreccio di
desolante labilità, che con il cinema ha poco o nulla a che fare. E certo
non sono in grado di fare miracoli: lui sgrana spesso gli occhioni e lei fa
l'isterica con diligenza. In linea, del resto, con la solita accozzaglia di
luoghi comuni, tra imbarazzanti siparietti in un supermercato per single e
un irritante perbenismo di fondo per cui lui scopre il sesso selvaggio con
una bella danese mentre lei si limita a frequentare una vecchia fiamma salvo
scoprire che è passata all'altra sponda.
Lontani i tempi della nostra gloriosa, tagliente commedia di costume. E
quelli in cui Costanzo sceneggiava La casa dalle finestre che ridono e Una
giornata particolare.
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