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Una vita
migliore
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Regia |
Fabio Del Greco |
| Attori |
Fabio Del Greco
Chiara Pavoni
Gennaro Mottola
Gabriele Guerra
Sveva Tedeschi
Max Cutrera |
| Paese,
Anno |
Italia - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
87 |
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Trama |
Un investigatore privato annoiato dalla vita e appagato dai suoni e dai
rumori della città. Andrea Casadei conduce una vita tranquilla, in fondo,
intercettando le conversazioni altrui e perdendosi fra gli scomodi dettagli
di tradimenti coniugali da riferire ai suoi clienti e Gigi, artista di
strada ossessionato dalle mire di successo. Quando a un provino incontra
l'aspirante attrice Marina, inizierà un pedinamento a suon di microspie che
aprirà ad Andrea le porte di un mondo squallido e sotterraneo, fatto di
corruzione, segreti, opportunismi e tradimenti, il tutto per raggiungere il
miraggio di un successo privato di ogni magia.
Una vita migliore è l'esordio al cinema di Fabio Del Greco, con una
produzione a basso costo che tenta di farsi strada fra le centinaia di
produzioni simili, esordi più o meno riusciti di giovani registi che
"vendono" l'anima al cinema per conquistarsi un piccolo spazio fra le
logiche distributive. Questo "noir" racchiude al suo interno tutti i pregi e
i difetti di un cinema che vuole emanciparsi raccontando storie,
dimenticando purtroppo che scegliere il cinema come mezzo artistico ed
espressivo, richiede il rispetto di alcune regole fondamentali che,
disattese, non possono che essere sottolineate.
Buono il soggetto e la sceneggiatura, brava l'attrice protagonista ¿ Chiara
Pavoni ¿ che emerge in maniera fin troppo positiva all'interno di un cast
d'attori non professionisti. Il bianco e nero, più che un omaggio al genere,
è fin troppo esplicitamente una scelta di comodo per tentare di nascondere
le lacune tecniche che una pellicola a colori non avrebbe sopportato, se non
dopo troppi e costosi ritocchi.
Molto lenta la prima parte, persa in riflessioni poco incisive, meglio la
seconda, dove l'intreccio viene punto nel vivo e la trama prende il
sopravvento. Così, nelle ingenuità di un regista che vuole insistentemente
farsi autore - lasciandosi prendere la mano e interpretando praticamente
tutti le mansioni possibili all¿interno di un film ¿ non resta che lasciare
al pubblico la possibilità di vedere e giudicare, apprezzandone comunque il
coraggio e la voglia di mettersi in gioco.
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