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Una moglie
bellissima
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Regia |
Leonardo Pieraccioni |
| Attori |
Leonardo Pieraccioni
Laura Torrisi
Gabriel Garko
Massimo Ceccherini
Rocco Papaleo
Francesco Guccini
Tony Sperandeo
Chiara Francini
Carlo Pistarino
Paolo Lombardi |
| Paese,
Anno |
Italia - 2007 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
96 |
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Trama |
Mariano e Miranda si amano da dieci anni e vivono una vita perfetta nella
provincia toscana. Gestori di un banco di frutta e verdura, sognano di
acquistare un giorno una bottega dove trasferire la loro attività. La
bellezza morbida e sensuale di Miranda "esposta" come primizia al mercato
non sfugge a un fotografo di moda, che le offre soldi e successo in cambio
di dodici scatti. Allettata dalla cifra e dalla possibilità di realizzare il
loro progetto, la coppia accetta la proposta e Miranda posa per un
calendario. Fama e fiumi di champagne finiranno per confonderla e per
spingerla tra le braccia del seducente e sedicente fotografo. Mariano,
intanto, perde l'amore ma non la speranza.
Perché sparare sulla croce rossa? Leonardo Pieraccioni anche quest'anno ha
fatto il compitino: un filmetto dalla trama annacquata e dal tono
sentimentale che uscirà a pochi giorni dal Natale in centinaia di sale e
regalerà alla Medusa incassi miliardari. Gli spettatori svagati e
prenatalizi lo andranno a vedere e i critici abbozzeranno indulgenti: guai a
parlare male di un film italiano che gode di un consenso così generalizzato.
La storia è nota ed è ambientata nella provincia toscana ancora una volta
travolta dall'arrivo di un agente esterno che ne sconvolgerà gli equilibri.
Sostituite le cinque ballerine di flamenco col fotografo farabutto di
Gabriel Garko, saranno proprio il suo fascino e la sua proposta indecente a
far capitolare la bella moglie dell'ortolano. Accumulando pretese irritanti
(la critica alla società dello spettacolo, alla politica e ai costumi
italiani) accanto a scelte marchiane (ridere sull'obesità e dell'obesità di
un bambino), il cinema di Pieraccioni non sembra in grado di rivitalizzare
le forme della commedia all'italiana e tra vent'anni non lo vedremo (spero)
con la nostalgia complice che oggi si riserva alle riscoperte trash. Il
brutto non è più quello di una volta e francamente non fa più neanche
ridere.
Quello che manca al cinema di Pieraccioni non è tanto un Paese, osservato
attraverso il filtro regionale, quanto una storia che dia ragione della
realtà osservata. A funzionare nel film è invece il "clown augusto" di
Massimo Ceccherini, "preso a pedate" dal clown bianco di Pieraccioni.
Laddove il ritmo langue Ceccherini irrompe riuscendo sempre a strappare un
tessuto narrativo sciatto.
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