Un'ottima annata
A good year


Regia Ridley Scott
Attori Abbie Cornish
Albert Finney
Didier Bourdon
Freddie Highmore
Marion Cotillard
Mitchell Mullen
Russell Crowe
Tom Hollander
Paese, Anno USA - 2006
Genere Drammatico
Durata (Minuti) 118

Trama

Max Skinner è un abile banchiere specializzato in transazioni finanziarie. Consacrato al denaro nella City londinese, Max ha pochi amici e molti rivali, una vita pubblica in “piazza”, una privata inesistente. La morte improvvisa del vecchio zio Henry lo distrae dai guadagni a sette cifre e lo conduce in Provenza nei luoghi della sua infanzia. Tra le vigne della tenuta Max ritrova i sapori del suo passato, gli amici della fanciullezza e il fedele vigneron di zio Henry, e scopre quelli del suo futuro, l’illegittima figlia del defunto e la deliziosa locandiera, Fanny Chenal, che lo inebrierà più di un vino “da boutique”. Deciso a rientrare a Londra e ai suoi affari, Max cede la tenuta e l’azienda vinicola al miglior acquirente, quello che corrisponde gli interessi del cuore. Perché niente scalda come il sole e il vino della Provenza. Se la pioggia e l’acqua sono stati a ragione gli elementi naturali della filmografia “bagnata” di Ridley Scott, da Blade Runner al Soldato Jane, se le atmosfere noir e i marciapiedi umidi hanno circondato o segnato il passo dei suoi replicanti e dei suoi soldati declinati al femminile, Un’ottima annata è rivelatore di un identico istinto a correre su piste assolate. Un eccesso di luce che recupera la luminosità dell’esordio "duellante". Niente passaggi scivolosi dunque se non quello galeotto che getta Russell Crowe nella piscina prosciugata della tenuta, mollato e poi ammollato dalla ripicca della bella locandiera. Sotto il sole della Provenza matura l’uva e l’idea di una commedia sentimentale che rinnova il sodalizio artistico tra Ridley Scott e Russell Crowe, dopo il kolossale successo del Gladiatore. Russell Crowe, metà uomo e metà “androide” della finanza sottomesso al capitale, sveste peplum e armature per vestire camicie inamidate e occhiali da nerd. Eppure i due generi, fantastorico e commedia, sembrano corrispondersi nel protagonista, nel nome che lo definisce Max/Massimo, nella terra che calpesta e raccoglie nei filari come il condottiero degradato nei Campi Elisi. Coincidenza o riferimento diretto, la morte e il ritorno a casa sono motivi mutuati dal Gladiatore per confezionare una commedia esistenziale che affronta il tema della reincarnazione, intesa come rinascita ideale e spirituale. Fuggiasco come Thelma & Louise, Max Skinner fa un giro lunghissimo prima di tornare: vede cose e metropoli in rovina, affoga “squali” in naumachia, scende nelle arene sporche della City, salta nel vuoto con una Smart a noleggio ma è la terra rossa e fertile della Provenza, non quella sterile del Grand Canyon, ad ammortizzare la caduta. È ancora l’amore a muovere e agitare i personaggi di Scott e il broker Max Skinner non fa eccezione: Fanny, la donna aliena (intendi anche francese/straniera), soffia sul replicante lavoratore artificiale e lo fa uomo e vignaiolo. All’amore e alla salute.

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