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Un'estate
al mare
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Regia |
Carlo Vanzina |
| Attori |
Gigi Proietti
Massimo Ceccherini
Lino Banfi
Enzo Salvi
Biagio Izzo
Enrico Brignano
Ezio Greggio
Nancy Brilli
Anna Falchi
Aida Yespica
Alena Seredova |
| Paese,
Anno |
Italia - 2008 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
115 |
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Trama |
A
Peschici fa il suo ritorno trionfale Nicola, emigrato anni prima in Svezia
per una triste questione di corna. Adesso è sposato con una bionda valchiria
formosa, gestisce un ristorante a Stoccolma, è molto ricco e vuole prendersi
la sua rivincita sui paesani che lo appellano "il cornuto". Peccato che
Nicola sia solo il cameriere in pensione di una pizzeria e abbia dilapidato
la sua buonuscita per "affittare" una moglie in un'agenzia di escort. A
Forte dei Marmi un'irriducibile tifoso viola investe tempo e denaro nello
stabilimento balneare dei vip per scoprire se Manzanas, il grande portiere
nero del Real Madrid, firmerà il contratto con l'amata Fiorentina.
Dentro l'ascensore dei Parioli e poi sulla Pontina, diretti a San Felice
Circeo, Italo e Luciana consumano l'adulterio mentre i rispettivi coniugi,
travolti da irrefrenabile passione, ricambiano allegramente. A Capri un
antiquario etero si finge gay per vendere "meglio" mobili e quadri.
Impegnato ad arredare la villa di un miliardario americano, finirà per
approfittare delle grazie della moglie, rivelando la sua virilità. A Ostia
Enzo, separato da una moglie apprensiva e petulante, trascorre una giornata
al mare col figlio. Incapace di essere sincero, cerca come può di essere un
buon padre, ma le bugie hanno sempre le gambe corte. Dentro una suite
davanti al mare di Ischia provano a convivere l'asciutto ragionier
Persichetti e la sua abbondante consorte: lui invaghito di una procace
violinista e lei "invogliata" dai babà. Sul palcoscenico dell'anfiteatro di
Porto Rotondo va in scena un attore teatrale e smemorato prestato al
doppiaggio. "Sordo" ai suggerimenti del suggeritore, trasforma "la signora"
di Dumas in una farsa grottesca.
Negli ultimi trent'anni la costruzione dell'immagine collettiva nel nostro
paese è stata massicciamente delegata alla TV, non soltanto alla fiction ma
anche ai servizi giornalistici, ai reality e ai varietà. La situazione
sembra perciò volgere verso un ridimensionamento del medium cinematografico
come intrattenimento principale. Tuttavia il cinema dei Vanzina sembra
resistere, reclamando autorevolezza come specchio del costume e rivendicando
la riappropriazione del linguaggio della commedia all'italiana. Eppure il
loro "esperimento" estivo veicola un immaginario datato, che non ha nulla da
dire ai teenager e più nulla da dire alle vecchie generazioni, malinconici
esclusi.
I Vanzina, trasferendosi in luoghi vacanzieri e autoctoni, replicano la
comicità di grana grossa, le bellone statuarie, i dialetti, la tipicità
regionale, le star straniere e gli uomini infoiati e sempre lontani da una
genitalità adulta. Siamo alle solite. Sempre più a corto di idee e di
energia vitale, la premiata ditta Vanzina sforna l'ennesimo prodotto
commerciale, mascherato da baluardo della commedia all'italiana e
puntualmente sabotato dall'approssimazione e dalla gratuità.
Non basta nemmeno l'irrisione sovrana di Proietti a impedire che il senso
del racconto coli a picco in un mare salmastro, si ha addirittura la
sensazione che i suoi ammiccamenti, il suo istrionismo e l'eccellenza
d'attore vogliano fornire un vaccino contro la miseria e l'imbarazzo di un
film slegato da qualunque realtà. La presenza sproporzionata di Proietti
(c'è un evidente scarto con il sistema (in)espressivo della pellicola) è
sintomo evidente di insicurezza, di un cinema che non sa più dove andare a
cercare la bellezza.
Quasi certamente baciato dal sole e dal successo nelle sale, è consolante
l'oblio a cui il film è destinato subito dopo essere stato consumato.
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