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Un'altra
giovinezza
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Regia |
Francis Ford Coppola |
| Attori |
Alexandra Maria Lara
Bruno Ganz
Marcel Lures
Matt Damon
Tim Roth |
| Paese,
Anno |
Romania, USA - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
121 |
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Trama |
Piatra Neamt, Romania, 1938. Dominic Matei è un settantenne docente di
linguistica ossessionato dal linguaggio e da Laura, amata in gioventù e
morta di parto. Deciso a togliersi la vita con una dose letale di stricnina,
la mattina di Pasqua viene colpito da un fulmine davanti alla stazione di
Bucarest ma la scarica elettrica, invece di ucciderlo, innesca un prodigioso
processo rigenerativo. Sopravvissuto alla Seconda Guerra Mondiale, alla
bomba atomica e alla Guerra Fredda, Matei vuole portare a termine il suo
libro sull'importanza del linguaggio nell'attribuzione di senso al tempo. La
proroga di vita e l'incontro con Veronica, incarnazione dell'amata Laura,
diventano la possibilità per raggiungere l'inarticolato momento del
principio.
Un'altra giovinezza, adattamento del romanzo del filosofo e storico delle
religioni Mircea Eliade, può essere considerato una cosciente messinscena
del tempo e insieme uno strumento di ricerca e scoperta dell'origine del
linguaggio e della nostra civiltà. A un primo livello di lettura il film di
Francis Ford Coppola è una fiaba epica e metafisica, da cui mutua la
struttura circolare. Eppure, un universo più profondo ci attende. Dopo dieci
anni di folgoranti incursioni ai confini del cinema (dirige la sua compagnia
di distribuzione e la rivista letteraria "Zoetrope") Coppola torna con
un'opera rivelatrice, la cui sostanza si fonda nella sintesi delle sue
metafore e della sua simbologia.
Affidando il senso della propria parabola artistica ed esistenziale al
professore di Tim Roth, il regista traccia l'intera traiettoria della storia
umana attraverso la capacità di trasmettere significati. Coppola, in un
viaggio a ritroso nel tempo, conduce lo spettatore al senso ultimo del
linguaggio e dell'immagine. Come il Dracula di Bram Stoker, Un'altra
giovinezza diviene una struggente epopea di amore e morte, una riflessione
sul tempo e sull'eternità, un saggio sulla natura del cinema.
Ancora una volta impressiona l'abilità di Coppola nel rinnovare le forme
visive e narrative, recuperando l'incanto dello spettacolo delle origini
fino a raggiungere il "protolinguaggio" del cinema: la camera oscura che
presenta l'immagine del mondo rovesciata. Rifiutando ancora una volta la
rivoluzione digitale (pur girando in digitale), il suo film è un equilibrio
quasi perfetto tra scienza e magia luminosa, quella che crea sullo schermo
effetti analoghi al caleidoscopio.
L'ultimo artista totale del cinema americano, che ha saputo coltivare il
successo e sopportare la sconfitta, che ha conosciuto il trionfo ma anche la
morte del (suo) cinema, realizza la sua opera più personale e indipendente,
lanciando sul mercato cinematografico, come Tucker in quello
automobilistico, un "prototipo" rivoluzionario.
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