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Tutto torna
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Regia |
Enrico Pitzianti |
| Attori |
Antonio Careddu
Lea Gramsdorff
Massimiliano Medda
Nino Nonnis
Pascal Zullino
Piero Marcialis
Regina Porcu
Yonaiki Broch Montano |
| Paese,
Anno |
Italia - 2008 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
86 |
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Trama |
Massimo ha vent'anni e deve scegliere cosa vuol fare della sua vita. Mentre
aspetta di essere preso in considerazione come scrittore, si trasferisce dal
nord della Sardegna a Cagliari, per lavorare nel locale di suo zio Giuseppe.
Con lui, Massimo condivide anche l'appartamento alla Marina, il quartiere
multietnico della città, dove fa la conoscenza di Lorena, un ballerina
cubana, e dei suoi amici artisti, che creano le loro opere a partire dal
materiale di riciclo. Tutto è nuovo e sembra foriero di promettenti incontri
e grandi possibilità, ma poi ogni cosa torna violentemente indietro e
ferisce Massimo come un boomerang: né l'amore, né la città, né le persone
sono ciò che aveva creduto che fossero. Il sogno si sbriciola come un
castello di sabbia.
Tutto torna, primo lungometraggio di fiction del documentarista Enrico
Pitzianti, sceglie come protagonista un ragazzo, proprio come hanno fatto
altri due film sardi della stagione, Sonetàula di Mereu e Jimmy della
Collina di Enrico Pau. Non può essere una coincidenza, più probabilmente è
la strada che gli autori hanno scelto per raccontare la Sardegna, il momento
e il mondo senza lenti precostituite e già indossate, mantenendo anzi la
miopia del giovane, che non necessariamente è sinonimo di ingenuità.
Massimo impara a vedere oltre l'apparenza ottimistica che lo
contraddistingue; arriva a vedere ciò che è maligno (il complottare dei
condomini contro una povera vecchia) e lo lascia; vede ciò che è comunque
bene, nonostante tutto, e lo segue. Il cinema è il senso (la vista) e il
mezzo che Pitzianti scopre ideale per narrare questo piccolo, esilissimo
romanzo di formazione, che incatena una serie di delusioni, ma si chiude con
un'apertura.
La sceneggiatura zoppica, inaugurando capitoli che non ha il coraggio di
scrivere fino in fondo e poggiandosi su un'unica metafora, spesso troppo
facile (il riciclaggio); la regia si cerca strada facendo; la musica di
Gavino Murgia, talento del jazz internazionale, sovrasta il film come
un'amante troppo esuberante. Ma alla fine "tutto torna", la storia serra le
sue fila, il protagonista si stacca dal fondale, la pellicola comincia a
respirare. Tardi, ma non invano.
Nelle file degli attori, oltre alla buona prova generale del ventunenne
Antonio Careddu, si segnalano Piero Marcialis nei panni sbruffoni e
disgraziati di zio Giuseppe e Nino Nonnis, lo scrittore, in quelli di se
stesso, o quasi.
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Cover
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