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Tutta la vita davanti
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Regia |
Paolo Virzì |
| Attori |
Sabrina Ferilli
Isabella Ragonese
Elio Germano
Massimo Ghini
Valerio Mastandrea
Micaela Ramazzotti
Claudio Fragasso
Elena Arvigo |
| Paese,
Anno |
Italia - 2008 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
117 |
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Trama |
Nel bel mezzo di una corale apertura onirica a suon di Beach Boys, la voce
narrante di Laura Morante ci introduce cautamente nella favola nera di
Marta, ventiquattrenne siciliana trapiantata a Roma neolaureata con lode,
abbraccio accademico e pubblicazione della tesi in filosofia teoretica.
Umile, curiosa e un poco ingenua, Marta si vede chiudere in faccia le porte
del mondo accademico ed editoriale, per ritrovarsi a essere "scelta" come
baby-sitter dalla figlia della sbandata e fragile ragazza madre Sonia
(interpretata con struggente intensità da Micaela Ramazzotti). È proprio
questa "Marilyn di borgata" a introdurla nel call center della Multiple,
azienda specializzata nella vendita di un apparecchio di depurazione
dell'acqua apparentemente miracoloso.
Da qui inizia il viaggio di Marta in un mondo alieno, quello dei tanti
giovani, carini e "precariamente occupati" italiani: in una periferia romana
spaventosamente deserta e avveniristica, isolata dal resto del mondo come un
reality, la Multiple si rivela pian piano al suo sguardo ingenuo come una
sorta di mostro che fagocita i giovani lavoratori, illudendoli con premi e
incoraggiamenti (sms motivazionali quotidiani della capo-reparto), training
da villaggio vacanze (coreografie di gruppo per "iniziare bene la giornata")
per poi punirli con eliminazioni alla Grande fratello. Un mondo
plasticamente sorridente e spaventato, in cui vittime (giovani precari pieni
di speranze come il fragile Lucio 2 di Elio Germano) e carnefici (Ghini e
Ferilli, di nuovo insieme diretti da Virzì dopo La bella vita) sono
accomunati da una stessa ansia per il futuro che si tramuta in folle
disperazione. Non c'è scampo per nessuno all'interno di queste logiche di
sfruttamento, e a poco servirà il tentativo dell'onesto ma evanescente
sindacalista Giorgio Conforti (Valerio Mastandrea) di cambiare
idealisticamente un mondo che difficilmente può essere cambiato.
Prendendo spunto dal libro della blogger sarda Michela Murgia, "Il mondo
deve sapere", Virzì esplora con gli occhi di Marta, attraverso il viso
curioso della fresca Isabella Ragonese (per adesso solo una piccola parte in
Nuovomondo), l'inferno di questo precariato con tutta la vita davanti; e lo
fa con lo spirito comico e amaro che da sempre lo contraddistingue.
Accentuando stavolta i toni tragicomici e grotteschi da commedia nera, il
regista toscano dà vita a un'opera corale, matura e agghiacciante, che
rivisita (attualizzandola) la miglior tradizione della commedia amara alla
Monicelli, costruendo ¿ grazie anche all'apporto del fido sceneggiatore
Francesco Bruni ¿ personaggi complessi e sfaccettati, teneri e feroci,
comici e tragici a un tempo, ma tutti disperatamente umani e autentici. Con
la stessa umiltà e onestà intellettuale di Marta, Virzì si muove tra le
spaventose dinamiche del mondo moderno senza mai cadere nel facile giudizio,
nel pietismo o ¿ vista l'attualità del tema ¿ nella trappola del film a
tesi, mantenendo sempre in primo piano il suo amore per gli ultimi e una
compassione per le sue creature disperate e perfide, figlie di una società
malata, ma forse non ancora in fase terminale. E se Marta può ancora sognare
un mondo migliore per sé e per la bambina cui fa da baby-sitter, un mondo
che balla spensierato ascoltando i Beach Boys e si affeziona a una voce
telefonica, tutto attorno resta un ritratto allarmante dell'Italia di oggi,
che Virzì svela sapientemente sotto una patina di sinistra comicità.
Un'Italia dolce e amara quella di Tutta la vita davanti, che commuove e
angoscia lasciandoci con un groppo in gola, come quell'ovosodo che non
andava né su né giù.
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Cover
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