|
The
Invisible
|
 |
Regia |
David S. Goyer |
| Attori |
Justin Chatwin
Margarita Levieva
Marcia Gay Harden
Maggie Ma
Suzanne Bastien
Ryan Kennedy |
| Paese,
Anno |
USA - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
97 |
|
|
Trama |
Nick Powell (J. Chatwin) è un giovane studente del college che aspira a
diventare un poeta, ma si sente invisibile per la ricchissima madre (Marcia
Gay Harden) e per i compagni, salvo il suo amico Pete (Chris Marquette). Il
suo fato verrà deciso dall'incontro con Annie (M. Levieva), che crede che
lui e Pete l'abbiano denunciata alla polizia: lei e i suoi scagnozzi lo
trovano mentre torna a casa mezzo ubriaco e lo pestano a morte. Pensando di
averlo ucciso, gettano il corpo in un bosco e scappano. Al suo risveglio,
Nick rimane sospeso tra il mondo reale e quello extra-terreno: inizialmente
confuso, si rende poi conto d'essere invisibile agli occhi di tutti, e da
quel momento cerca di attirare l'attenzione, in particolar modo quella di
Annie. Più la osserva, più si rende conto che non è del tutto una cattiva
persona, ma il suo fato dipende da quanto lei deciderà di fare la cosa
giusta, portando la polizia sul luogo dell'aggressione.
Nonostante la trama sia indubbiamente intrigante, il film si perde in una
recitazione quasi assente, sottolineata allo spasmo dalla regia, del tutto
elementare. Le attitudini bellicose dei protagonisti sono lasciate
all'espressione della musica rock più che alla mimica facciale e il
doppiaggio, per quanto buono, non riesce ad arginare la mancanza di
comunicazione visiva.
Chatwin resta piatto e monotematico: Nick si muove come in un sogno
all'interno di tutto il film, mantenendo immutata l'espressione da cane
bastonato. Quando prova a comunicare, si sbraccia disperatamente, senza
modificare lo sguardo, il ché appare piuttosto insensato, considerato che
dopo i primi minuti il personaggio si rende perfettamente conto che nessuno
può vederlo o sentirlo. Se la cava un po' meglio la Levieva, che tenta di
avvicinarsi ad Angelina Jolie per i modi sexy e pericolosi ma, al contempo,
dolcemente vulnerabili.
Volendo dare un giudizio complessivo, il film può essere appetibile per un
pubblico di adolescenti amanti del fantasy e che si chiedono spesso cosa
accadrebbe se potessero spiare tutti senza essere visti.
|
| |
|