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The Bourne
Ultimatum
Il ritorno dello sciacallo
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Regia |
Paul Greengrass |
| Attori |
Albert Finney
Daniel Brühl
Edgar Ramirez
Joan Allen
Julia Stiles
Paddy Considine
Scott Glenn |
| Paese,
Anno |
USA - 2007 |
| Genere |
Azione |
| Durata
(Minuti) |
111 |
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Trama |
Jason Bourne è tornato. La sua angoscia è sempre alimentata dal bisogno di
sapere chi e perché lo ha trasformato in una macchina per uccidere
cancellandone l'identità. A questo si aggiunge il desiderio di vendicare la
morte della sua compagna. Il teatro dell'azione è estremamente vario: da
Mosca a Londra, da Torino fino a Tangeri passando per la Spagna fino a un
epilogo che dovrebbe essere programmaticamente destinato a chiudere la
trilogia.
Greengrass si è liberato da tutte le remore che in qualche misura frenavano
i due blockbuster precedenti. Questa volta si tratta di adrenalina pura
travasata in un film ipercinetico. Dato per scontato che lo spettatore
'sappia' ciò che è avvenuto in precedenza (e sostenendo le new entry con
qualche essenziale riferimento al passato) l'azione può avere inizio
giocando con gli spazi e la macchina da presa a un livello altamente
virtuosistico. Jason è umanizzato quel tanto che basta per renderci
partecipi della sua ricerca ma poi tutti diveniamo consapevoli della sua
assoluta imbattibilità. È questo che rende questo terzo episodio, a nostro
avviso, il migliore dei tre. Come in un videogame di altissima qualità i
livelli si susseguono accumulando difficoltà ed ostacoli sempre più
complessi. È come se Greengrass, oltre che con il pubblico, giocasse con se
stesso rendendo, a ogni nuova scena d'azione, tutto più difficile. È inutile
torcere il naso con supponenza dinanzi a questo tipo di cinema perché svolge
egregiamente una duplice funzione: quella di intrattenere con grande
professionalità e quella di sperimentare tecnologie che poi potranno essere
a disposizione anche di altre modalità narrative.
Matt Damon (ampiamente ed amichevolmente preso in giro dai colleghi nel
corso della conferenza stampa cannesiana di Ocean's 13 per la sua presunta
affezione alla serialità) ha ormai ampiamente dimostrato di essere un attore
con le carte in regola. I suoi ruoli in The Departed e in The Good Shepherd
lo dimostrano incontrovertibilmente. Lo conferma anche in questo ritorno nei
panni di Bourne. Ha il physique du role necessario per mostrarsi in costante
equilibrio tra la credibilità del tormento e l'assoluta inverosimiglianza
dell'azione. Al resto ci pensano gli stuntmen.
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