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Spiderwick
Le cronache
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Regia |
Mark Waters |
| Attori |
Nick Nolte
David Strathairn
Freddie Highmore
Sarah Bolger
Mary-Louise Parker
Andrew McCarthy
Martin Short
Izabella Miko
Tod Fennell |
| Paese,
Anno |
USA - 2008 |
| Genere |
Fantastico |
| Durata
(Minuti) |
96 |
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Trama |
I
gemelli Jared e Simon e la sorella maggiore Mallory sono tutt'altro che
lieti di seguire la mamma e lasciare la loro vita a Manhattan per
trasferirsi nella magione polverosa di zia Lucinda, nascosta nei boschi del
New England. Ma le cose in famiglia sono cambiate, il padre è sempre più
distante ed è tempo di costruirsi un'esistenza diversa, anche se Jared non
accenna a farsene una ragione.
Lo soccorre un libro, ancora una volta oggetto magico prediletto dal genere
fantasy, che già aveva schiuso gli occhi al ragazzino de La storia infinita.
Questa volta si tratta della "Guida Pratica di Arthur Spiderwick al Mondo
Fantastico che Vi Circonda", un manuale illustrato che insegna a
relazionarsi con le creature del bosco, alla cui redazione il padre di
Lucinda, pro-prozio di Jared, ha dedicato l'intera vita, prima di sparire
nel nulla.
Spiderwick ¿ Le cronache passa dai libri di Tony DiTerlizzi e Holly Black al
film di Mark Waters per narrare il romanzo di formazione del giovanissimo
Jared, che per primo si accorge delle strane presenze che abitano la sua
nuova casa e per primo incontra Maiastrillo e viene a sapere del terribile
orco Mulgarath e del suo progetto di mettere le mani sul libro per dominare
il mondo, ma ben presto scopre che da solo non può farcela e ha bisogno dei
fratelli e della madre per salvare i suoi nuovi amici e i segreti di Arthur
Spiderwick.
La vittoria della nuova alleanza restituisce un ordine al mondo e cancella
il caos che si era imposto nel cuore di Jared in seguito all'uscita di scena
del padre, dopo una guerra a colpi di salsa di pomodoro che culmina in una
vera e propria catarsi splatter.
Esperto di adolescenti e conflitti generazionali, dopo Mean Girls e Quel
pazzo venerdì, Mark Waters, che ha già passeggiato in un altro mondo in Se
solo fosse vero, instaura qui le giuste premesse per l'accesso del
protagonista al regno fatato: una casa abbandonata tutta da esplorare e un
senso di esclusione dalle dinamiche famigliari che fa di lui il prototipo
dell'incompreso fra le mura domestiche destinato a divenire eroe di un
universo che obbedisce ad altre regole.
Con i piedi ben piantanti nel realismo delle interpretazioni (doppia per
Freddie Highmore) e dell'ambientazione contemporanea, Spiderwick si fa amare
per il ritmo insolito, sostenuto ma mai convulso, quasi fatato, e l'impianto
visivo nostalgico, che pare la diretta animazione di un libro di fiabe
gotiche per piccini. Pecca però di poco coraggio e si affida a man bassa al
recupero di elementi noti, tanto della mitologia esoterica (le silfidi)
quanto della tradizione del fantasy in pellicola (in primo luogo Jumanji),
finendo per presentarsi come una pozione riscaldata. L'incantesimo ha luogo.
È uno spettacolo per gli occhi, ma non ci trattiene mai veramente col fiato
sospeso. In fondo, dopo i trolls di Peter Jackson e i leoni alati di Narnia,
siamo tutti preparati sull'argomento, e più esigenti che mai.
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