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Sicko
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Regia |
Michael Moore |
| Attori |
Michael Moore
George W. Bush
Reggie Cervantes
John Graham
William Maher
Richard Nixon
Linda Peeno |
| Paese,
Anno |
USA - 2007 |
| Genere |
Documentario |
| Durata
(Minuti) |
120 |
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Trama |
Michael Moore colpisce ancora. Questa volta il suo bersaglio è il sistema
sanitario statunitense che costringe migliaia e migliaia di persone a morte
certa perché prive di un'assicurazione. Ma questo argomento non è che il
prologo di Sicko perché in un breve arco di tempo l'attenzione si concentra
su quelli che invece una copertura assicurativa ce l'hanno ma scoprono che
le grandi e piccole società del settore escogitano qualsiasi strategia per
evitare di pagare il dovuto.
Moore conosce alla perfezione i meccanismi della denuncia e quando ci mostra
persone rispedite a casa (con taxi pagato però) senza alcuna cura perchè non
in grado di sostenere le spese di ricovero o un uomo che, essendosi
tranciato falangi di due dita lavorando, ha dovuto scegliere quali farsi
riattaccare e quali non sulla base del prezzo, colpisce il bersaglio. La
situazione americana in materia ha superato il limite del sopportabile e
l'accusa è precisa e circostanziata. Moore però mostra, ancora più che nei
film precedenti, i suoi punti deboli. Non ama il contraddittorio se non per
metterlo in ridicolo e in questa occasione ha deciso di escluderlo
totalmente. Nessun dirigente delle Società di assicurazione compare nel
documentario. Ciò che poi più colpisce è l'immagine da Alice nel Paese delle
Meraviglie che ci propone delle società canadese, inglese e, in particolare,
francese. In quei mondi tutto sembra essere perfetto e idilliaco in materia
di assistenza medica. Sappiamo bene che non è così ma Moore non sa resistere
alla tentazione di idealizzare rischiando così in realtà di indebolire un j'accuse
assolutamente fondato.
Quando fa scorrere sullo schermo con la grafica di Star Wars l'elenco delle
malattie escluse da copertura assicurativa si ride ma lo si fa con l'amaro
in bocca. Quando poi ci mostra i volontari che l'11 settembre 2001 si
precipitarono a Ground Zero per aiutare nei soccorsi riportando malattie
croniche che nessuno si preoccupa di aiutarli a curare non si ride più. Si
pensa solo al cinismo e alla retorica della dirigenza di una grande nazione
che 'usa' i propri veri eroi. Moore risponde a tutto ciò con il grottesco
che gli è proprio. Subissato come tutti i suoi compatrioti da informazioni
tranquillizzanti sul trattamento (anche dal punto di vista medico) dei
detenuti di Guantanamo decide di portare i suoi volontari malati nella base
americana per garantire loro le cure che l'Amministrazione Bush dichiara di
prestare ai membri di Al Qaeda arrestati. Ovviamente non riesce nell'impresa
e li fa curare dai medici di Cuba nelle cui farmacie un medicinale che negli
States costa 120 dollari può essere acquistato per 50 centesimi. Questo lo
ha fatto mettere sotto inchiesta per espatrio illegale e altre violazioni
dell'embargo nei confronti di Cuba. È il tipo di clamore che il regista
cercava? Forse sì. Forse no. Nonostante le esagerazioni di cui sopra resta
però nello spettatore la sensazione che Moore creda profondamente alla frase
di Tocqueville che inserisce nei titoli di coda: ¿La grandezza di un Paese
si misura sulla sua capacità di porre rimedio ai propri errori".
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