|
Sguardo
nel vuoto
|
 |
Regia |
Scott Frank |
| Attori |
Alberta Watson
Bruce McGill
Carla Gugino |
| Paese,
Anno |
USA - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
98 |
|
|
Trama |
Chris Pratt guida a fari spenti nella notte per mostrare agli amici e alla
fidanzata le lucciole che volano sopra una vecchia autostrada di campagna.
Il gioco finisce contro una trebbiattrice che falcia la vita dei suoi
compagni e segna per sempre la sua e quella della sua ragazza. Quattro anni
dopo, Chris soffre ancora di vuoti di memoria e di narcolessia, ha problemi
a mettere in sequenza gli eventi quotidiani e a rimuovere il senso di colpa.
Lewis è un assistente sociale non vedente che lo aiuta a mettere in ordine i
frame della sua esistenza. Ex campione di hockey su ghiaccio, Chris è
impiegato come factotum presso una banca. Avvicinato dal losco Gary Spargo,
una vecchia e dimenticata conoscenza scolastica, si fa convincere a rapinare
la banca. Il disorientamento di Chris farà la differenza.
Scott Frank, sceneggiatore di Out of Sight e Minority Report, debutta dietro
la macchina da presa con un film ambizioso e sfuggente. Si muove su più
coordinate e attraversa i generi, contaminando con disinvoltura il thriller
con l'heist movie (film di rapina) e aggiungendo nel contempo inserti da
dramma familiare: Chris è figlio e fonte di imbarazzo di una famiglia
benestante e benpensante.
Sguardo nel vuoto inizia come un thriller: un'auto e quattro ragazzi
lanciati sull'autostrada, l'assassino è una mostruosa trebbiatrice che si
materializza portandosi via la metà di loro. Ma poi uno scarto decisivo, il
progetto di rapinare una banca, sviluppa il tema narrativo secondo le regole
dell'heist movie. O più semplicemente riconferma l'impossibilità di fissare
nell'opera prima di Frank tratti identitari definiti. Come nella mente
confusa del protagonista, un genere si confonde nell'altro, trasformando
qualsiasi cosa in altro da sé: il sogno in realtà, la realtà in incubo.
Il Chris di Joseph Gordon-Levitt, l'inquieto interprete di Gregg Araki (Mysterious
skin), è impregnato di colpa, cambia letto e cuscino senza per questo
trovare pace e sonno. Il senso di colpa preme ossessivamente dall'esterno
nel tentativo di entrare e i suoi vuoti, di memoria e non di sguardo,
diventano un potente filtro distorcente: Chris chiama limoni i pomodori e
sesso l'amore. Un debutto intelligente che mette però in circolo un
immaginario innocuo. Un'altalena fra l'integrazione alle logiche del cinema
commerciale e la ricerca di una cifra personale e indipendente. Comunque da
"memorizzare" (sul taccuino).
|
Cover
Per scaricare la Cover, cliccare sull'immagine per ingrandirla.
Si aprirà una nuova finestra, a questo punto cliccare
con il tasto destro del mouse sull'immagine appena aperta
e dal menù a discesa scegliere: Salva immagine con nome
|

|
| |
|