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Salvador
26 anni contro
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Regia |
Manuel Huerga |
| Attori |
Celso Bugallo
Daniel Brühl
Ingrid Rubio
Leo Sbaraglia
Leonor Watling
Tristan Ulloa |
| Paese,
Anno |
Inghilterra, Spagna - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
134 |
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Trama |
Spagna, primi anni Settanta. Salvador Puig Antich è uno dei giovani
militanti del Movimento Ibèrico de Liberaciòn, un gruppo di estrema sinistra
che “espropria” ai ricchi per dare ai lavoratori. Le numerose rapine in
banca, messe a segno in Catalogna per finanziare l'attività militare del
movimento e le relative pubblicazioni, allarmano la Polizia del
“generalissimo” Francisco Franco.
Nel settembre del '73 gli agenti della Brigata Socio-Politica catturano due
dei componenti del MIL, ma durante il conflitto a fuoco Salvador viene
ferito e un ispettore di polizia ucciso. Arrestato e accusato della morte
del poliziotto il ragazzo viene condannato alla pena capitale. La sua
famiglia, la Spagna e il mondo intero attendono con lui un atto di clemenza.
Il governo franchista gli negherà la grazia e la pietà.
Ci sono film che vanno accolti col cuore. Ci sono film capaci di assumersi
il peso della tragedia facendo interagire la Storia, quella oscura della
Spagna franchista, col desiderio dell'utopia, quella nobile di Salvador,
manifestazione di una precisa e appassionata volontà politica. Salvador 26
anni contro è questo film. Trentadue anni dopo Manuel Huerga riapre
idealmente e di fatto il caso Puig Antich, celebrando un evento tragico e
invitando a una domanda: cosa è stata la Spagna del generale Franco?
L'utilità di dare una risposta e di riaprire la questione deriva dalla
consapevolezza che quella dittatura è stata molte cose, ciascuna gravida di
significato. È stata soprattutto la morte di un ragazzo di ventisei anni,
l'ultimo atto esemplare e crudele del regime franchista che di lì a poco
sarebbe miseramente crollato con la morte del suo dittatore e
l'instaurazione della democrazia da parte del giovane re Juan Carlos. Capro
espiatorio per la morte dell'Ammiraglio Carrero Blanco, capo del governo
franchista ucciso dall'ETA, Salvador è il macabro tributo preteso dal
regime.
Il film di Huerga si sviluppa in un lungo flashback usato con rigore: un
andirivieni secco tra la biografia passata del ragazzo (l'iniziazione e la
militanza nel MIL) e quella presente, che rilegge e fa i conti con la sua
giovane vita. Intorno all'attesa di Salvador il regista muove il suo paese,
i suoi ideali e la loro potenzialità dirompente. Il passato non è più una
terra straniera ma un disegno che serve a chiarire noi stessi e non permette
di dimenticare l'ultima esecuzione con la garrota del regime franchista.
L'efficacia secca della rappresentazione della morte non cede mai al
languore del sentimento ma non manca di commuovere. Si piange nel film di
Huerga, di rabbia e davanti all'impotenza di evitare l'inevitabile. Ma è un
pianto che non annulla mai la coscienza, rimettendoci di fronte alla nostra
voglia di responsabilità e di una giustizia davvero democratica.
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Cover
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