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Rocky Balboa
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Regia |
Sylvester Stallone |
| Attori |
Antonio Tarver
Burt Young
Geraldine Hughes
Mike Tyson
Milo Ventimiglia
Sylvester Stallone |
| Paese,
Anno |
USA - 2007 |
| Genere |
Sportivo |
| Durata
(Minuti) |
102 |
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Trama |
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Adriana è morta, e Rocky da qualche tempo, malinconico, gestisce un
ristorante con discreto successo. La sua è una vita tranquilla, fatta di
lavoro e di valori, dalla relazione con il figlio all’amicizia con il
vecchio Paulie. A Rocky, però, manca qualcosa per ritornare a credere, dopo
il lutto subito. La Boxe. C’è qualcosa di nuovo nel personaggio eroico,
manifesto del sogno americano, incontrato vent’anni prima sulle strade di
Philadelphia. O forse, qualcosa di nuovo non c’è fra il Rocky del 1976 e
Rocky Balboa del 2006, perchè in entrambi i casi la figura dell’eroe buono è
alla ricerca del cambiamento, di un nuovo inizio, di qualcosa che gli
consenta di scorgere uno spiraglio di luce. Rocky oggi, ha infatti perso ciò
che ama (Adriana) e paradossalmente conduce con successo l’attività di
ristoratore, ma questo non gli basta, perchè lui è carnale, attaccato ai
valori che contano (la famiglia, l’amicizia, la lealtà) e quel locale trendy,
in cui gira fra i tavoli da buon padrone di casa raccontando ai clienti le
sue storie di boxe, è perfino troppo. Il parallelo fra il ring
dell’esistenza, su cui conquistare le vittorie è sempre molto difficile, e
il ring sportivo, della durata di 15, 12, 10 riprese, reiteranti, che
terminano e iniziano continuamente, ora è più concreto. La favola è finita e
la consapevolezza degli anni che passano conferisce a Stallone la capacità
di riflettere sulla dignità dell’uomo, sulla forza di volontà, e sui limiti
dei propri mezzi, memore di ciò che il passato gli ha regalato o gli ha
tolto. Così come Clint Eastwood, Sylvester Stallone si mette in gioco in
prima persona, e si affida ai bisogni primari, quelli della terra e
dell’amore. Sconfina solamente quando sale sul ring e mette in scena un
combattimento poco credibile anche se filmato come un match televisivo di un
attuale canale via cavo. Ma questo in fondo è un peccato veniale, perchè il
confronto con se stesso lo vince per K.O. Con la malinconica energia di un
uomo che ha ancora voglia di dirsi “Let’s get ready to rumble!” Una vita si
è conclusa, una nuova è iniziata. Per Rocky. Per Stallone.
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