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Riprendimi
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Regia |
Anna Negri |
| Attori |
Alba Caterina Rohrwacher
Marco Foschi
Leonardo Bono
Damiano Bono
Valentina Lodovini
Alessandro Averone |
| Paese,
Anno |
Italia - 2008 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
96 |
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Trama |
Lucia e Giovanni vivono a Roma e lavorano nel mondo della creatività, lei
come montatrice, lui come attore. Un mondo senza certezze, senza continuità,
fatto d'illusioni e continue ricostruzioni. Lucia ogni giorno taglia e
incolla, rimette i "pezzettini" (le immagini) nel giusto ordine per produrre
senso. Ma la vita, quella vera, qualche volta non ha nessun senso, e così
capita che suo marito se ne vada di casa, lasciandola con un bimbo di poco
più di un anno in braccio, per "cercarsi", in un anelito di libertà che, in
compenso, confina lei nella prigione della solitudine, della rabbia,
dell'abbandono.
Eros e Giorgio, due documentaristi indipendenti (pizza al taglio a pranzo e
a cena e per letto il sedile dell'auto), avevano scelto proprio Lucia e
Giovanni come campione della loro indagine sul precariato giovanile, ma si
ritrovano all'improvviso a documentare una crisi di coppia, che certamente
ha la sua origine nella fatica di vivere soli e instabili nella società
"liquida" stigmatizzata da Bauman, ma che va oltre e sconfina
nell'universale fine di un amore. Anche il progetto filmato dei due ragazzi,
inizialmente connotato da uno sguardo freddino, assiduo, da antropologi
d'assalto o piccoli grandi fratelli, si carica di empatia per la
tragicommedia della vita, fino a coinvolgersi al punto da passare la linea
di demarcazione, professionale e finzionale.
Anna Negri, a distanza di parecchi anni dal primo lungometraggio, nel quale
si presentava con originalità e leggerezza, ma senza trovare il tono né
risolvere il nodo tra fantasia e verità, si riaffaccia con Riprendimi
mostrando grande maturità stilistica e rinnovando la promessa di
originalità. Nel tempo trascorso, sembra abbia fatto tesoro di molte
lezioni, non ultima quella dell'ex collega Rossana Campo, di cui ripropone
la freschezza delle scene corali al femminile nelle belle sequenze di Lucia
con le amiche; ma anche quella del teatro europeo (da cui proviene la
sceneggiatrice, Giovanna Mori) e del miglior cinema low-budget, per cui ad
un'ampia libertà tecnica e produttiva (la regista ha girato in casa propria)
corrisponde una fruttuosa libertà espressiva degli attori e della macchina
da presa. S'intravedono persino Cassavetes (modello di recitazione) e Lynch
(nella centralità del mezzo video e nel "doppio" sogno di Lucia), ben
sepolti, s'intende, sotto il registro della commedia dei sentimenti.
Alba Rorwacher, per la prima volta protagonista dopo tante belle apparizioni
a margine, crea un personaggio memorabile di giovane donna apparentemente
fragile e in realtà vitale e appassionata, in grado di lenire con
l'intelligenza e il sorriso quel mal di cuore di ogni giorno, di cui canta,
magicamente, Billie Holiday.
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Cover
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