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Reservation Road
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Regia |
Terry George |
| Attori |
Elle Fanning
Jennifer Connelly
Joaquin Phoenix
Mark Ruffalo |
| Paese,
Anno |
USA - 2008 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
102 |
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Trama |
Ethan Learner è un professore sposato con Grace e padre orgoglioso di Emma e
Josh. Dwight Arno è un avvocato separato dalla moglie e padre part-time di
Lucas. Sulla Reservation Road si incrociano i destini di Ethan e Dwight, che
investe e uccide Josh. Sotto shock e incapace di reagire all'incidente,
Dwight fugge via, lasciando Ethan a piangere il suo bambino sul ciglio della
strada. Dopo i funerali i coniugi Learner provano a superare la loro
tragedia, ma se Grace guarda avanti per il bene della piccola Emma, Ethan è
ossessionato dalla vendetta.
Sarà l'inizio di una dolorosa caccia all'uomo. Reservation Road, adattamento
della novella omonima di John Burnham Schwartz, è una lancinante ecografia
della solitudine di fronte ai traumi e ai buchi vuoti della vita. La morte è
qualcosa che al cinema viene generalmente relegata ai margini, qualcosa con
cui è difficile fare i conti: non se ne parla, non la si vede, non è
condivisibile, non è comunicabile.
In Reservation Road è proprio la morte invece a fondare il film.
Improvvisamente, nella famiglia serena dei Learner, dove circola
un'affettività sana, sopraggiunge qualcosa di inaspettato, per cui tutto si
rompe. Per Ethan il lutto del figlio non è elaborabile, così il silenzio e
la vendetta diventano gli unici spazi in cui cercare rifugio. La morte di un
figlio è senza dubbio un fatto privato, la natura del dolore è privata,
eppure si avverte nel film una risonanza più ampia, una denuncia forte
contro la gestione superficiale dei reati (su strada), che premia i
colpevoli e offende le vittime.
Se Ethan Learner è un padre deciso a rivendicare la dignità sociale del
figlio, Dwight desidera guadagnarsi il rispetto del suo ragazzo provando a
fare l'unica cosa giusta: assumersi la responsabilità del delitto commesso.
La scomparsa del figlio di Ethan finisce per creare un vuoto attorno al suo
personaggio, isolandolo dagli affetti. Soltanto alla fine saprà uscire dalla
condizione infantile (e dalla "stanza del figlio") dove non esiste la morte.
Joaquin Phoenix, Mark Ruffalo e Jennifer Connelly si muovono con cognizione
(del dolore) nella precarietà del vuoto, dentro un disagio che scardina ogni
certezza descrivendo un momento assoluto dell'esistenza. E la loro emozione
diventa elaborazione.
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