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Redbelt
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Regia |
David Mamet |
| Attori |
Chiwetel Ejiofor, Tim Allen,
Alice Braga, Emily Mortimer, Joe Mantegna, Ricky Jay, Max Martini, Jose
Pablo Cantillo, Rodrigo Santoro, Cyril Takayama, Randy Couture, John
Machado, David Paymer, Rebecca Pidgeon, Cathy Cahlin Ryan |
| Paese,
Anno |
USA - 2008 |
| Genere |
Azione |
| Durata
(Minuti) |
99 |
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Trama |
Mike
Terry , veterano della Guerra del Golfo, è un insegnante di Jiu-Jitsu che
lavora alacremente nella propria scuola di arti marziali e autodifesa,
essendosi sempre rifiutato di combattere a pagamento. Nonostante gli affari
vadano male, la sua condotta è impeccabile, ma quando per una serie di
eventi fa la conoscenza di un organizzatore di incontri e di una star del
cinema, la sua vita cambia per sempre.
Stavolta David Mamet gioca in casa: il regista pratica da anni le arti
marziali, e sa come trattare la materia di cui parla. RedBelt è un film sui
valori, la spiritualità e la filosofia sottesa al concetto di Jiu-Jitsu, e
non certo un film dove ci si picchia dal primo all'ultimo minuto, avvertenza
questa necessaria per i cultori delle arti marziali che potrebbero travisare
il contenuto del film. A questo si aggiungono i sempre scoppiettanti
dialoghi, usciti da una penna stavolta particolarmente felice, che
confermano l'abilità di Mamet nel costruire personaggi interessanti e nel
dare spessore e profondità a una storia ricca (forse persino troppo) di
colpi di scena, coincidenze e appuntamenti col destino. Nel cast, che offre
una delle rare prestazioni "serie" del comico Tim Allen, spicca la bravura
di Chiwetel Ejiofor, credibile nella parte assegnatagli e capace di mostrare
con indubbia efficacia il dilemma vissuto da un samurai post moderno, da un
vita rispettoso del codice di condotta ma adesso blandito dalle tentazioni
economiche di competere nel circuito professionista delle arti marziali.
Film sportivo ma non troppo, ricco di felici intuizioni (le tre palline
bicolori) e di una grande prova di recitazione da parte del variegato cast,
RedBelt conferma il talento di uno dei più celebrati drammaturghi del dopo
guerra: non siamo ai livelli di Americani, ma stavolta ci siamo andati molto
vicini.
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