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Persepolis
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Regia |
Vincent Paronnaud, Marjane
Satrapi |
| Attori |
Catherine Deneuve
Danielle Darrieux
Simon Abkarian
Gena Rowlands
Chiara Mastroianni
Tilly Mandelbrot |
| Paese,
Anno |
Francia, USA - 2008 |
| Genere |
Animazione |
| Durata
(Minuti) |
95 |
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Trama |
Teheran, 1978: Marjane, otto anni, sogna di essere un profeta che salverà il
mondo. Educata da genitori molto moderni e particolarmente legata a sua
nonna, segue con trepidazione gli avvenimenti che porteranno alla
Rivoluzione e provocheranno la caduta dello Scià.
Con l'instaurazione della Repubblica islamica inizia il periodo dei
"pasdaran" che controllano i comportamenti e i costumi dei cittadini.
Marjane, che deve portare il velo, diventa rivoluzionaria.
La guerra contro l'Iraq provoca bombardamenti, privazioni e la sparizione di
parenti. La repressione interna diventa ogni giorno più dura e i genitori di
Marjane decidono di mandarla a studiare in Austria per proteggerla.
A Vienna, Marjane vive a 14 anni la sua seconda "rivoluzione":
l'adolescenza, la libertà, l'amore ma anche l'esilio, la solitudine, la
diversità.
Sono rari i film di animazione in grado di far percepire al pubblico le
difficoltà dell'esistenza di chi li ha ideati. Spesso impegno in difesa dei
diritti e qualità grafica non convivono. In questo caso il connubio è
perfettamente riuscito. Marjane Satrapi è riuscita a trasformare i quattro
volumi di fumetti in cui raccontava, con dolore e ironia, la propria
crescita come donna in un Iran in repentina trasformazione e in un'Europa
incapace di accogliere veramente il diverso, in un lungometraggio di
animazione di qualità. Ha anche un altro merito che le va attribuito: è
riuscita a sfuggire alle sirene hollywoodiane che la volevano sedurre con la
proposta di film in cui Jennifer Lopez sarebbe divenuta sua madre e Brad
Pitt suo padre. Ha tenuto duro e ne è nata un'opera in bianco e nero (con
lampi di colore) capace di raccontare un'infanzia e un'adolescenza al
femminile comune e differente al contempo. Comune perchè tante giovani donne
si potranno ritrovare nel suo percorso di crescita. Differente perchè la
donna in Iran è (per chi ha dettato e detta le leggi) meno donna. Per una
volta ci venga concessa una citazione diretta: vedere questa giovane regista
non riuscire più a trattenere le lacrime nel corso di una standing ovation
durata 15 minuti a Cannes dava la misura della difficoltà di una vita ma
anche della necessità di non dimenticare lo springsteeniano "No retreat no
surrender".
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