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Oxford
Murders
Teorema di un delitto
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Regia |
Álex de la Iglesia |
| Attori |
Elijah Wood
John Hurt
Leonor Waitling
Julie Cox
Burn Gorman
Anna Massey
Jim Carter
Charlotte Asprey |
| Paese,
Anno |
Francia, Spagna - 2008 |
| Genere |
Thriller |
| Durata
(Minuti) |
110 |
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Trama |
Martin è un giovane studente americano con la passione per la matematica e
per un teorico in particolare, il professor Seldom. Giunto ad Oxford per
conoscerlo, prende alloggio presso un'anziana ed eccentrica signora, la
quale, due giorni dopo, viene trovata morta nel suo soggiorno. È solo il
primo di una serie di omicidi e il primo di una sequenza di segni che
l¿assassino lascia dietro di sé, vittima dopo vittima. Il dottorato di
Martin si trasforma, così, in un tirocinio sul campo: riusciranno lui e
Seldom a indovinare la logica che sta dietro quelle morti, in modo da porre
fine alla macabra sequenza?
Alex de la Iglesia, cineasta con una laurea in filosofia, si misura con il
mystery vecchio stile, giocando con i suoi ingredienti strutturali, e
intavola un intelligente "Cluedo" in cui ogni elemento rimanda ad un
concetto, ogni ipotesi ad una visione possibile; d'altronde un simbolo non è
che un segno che rimanda a qualcosa d¿altro. L'impianto è quello del giallo
classico, in cui il mistero viene chiarito dall¿investigatore di turno
attraverso la logica. Solo che è la logica stessa, qui, a finire sul banco
degli imputati. Chi ha ragione: il giovane studente, fiducioso nel disegno
che ordina silenziosamente il nostro agire, o il vecchio e cinico
professore, per il quale la verità assoluta è irrimediabilmente
irraggiungibile? La realtà ha un'essenza matematica e noi possiamo riuscire
a decodificarla o la vita è semplicemente una fonte inesauribile di humour
nero?
Come Sherlock Holmes e il fido Watson, Martin e Seldom guidano lo spettatore
attraverso un percorso deduttivo, mescolano analisi logica e psico-logica,
si fermano tra le braccia di una bella infermiera, sfiorano la deriva nel
sottogenere psichiatrico, semplificano senza mai ingannare, memori degli
errori rappresentati da altri "codici" cinematografici. Nonostante
l'ispirazione matematica e la geometria delle vie di Oxford, il film trasuda
passione (anche intellettuale) e sensualità (grazie al personaggio di Lorna);
e se pecca un poco di presunzione, lo fa, in fondo, restando strettamente in
tema.
Con Oxford Murders, lo spagnolo De la Iglesia, spalleggiato da due pedine
coinvolte e coinvolgenti come Elijah Wood e John Hurt, ha trasformato quello
che poteva restare un thriller dotto e nordico in una partita di domino:
gioco meccanico, apparentemente innocuo, ma in verità capace di innescare
reazioni a catena.
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