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Ortone e il mondo dei Chi
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Regia |
Jimmy Hayward, Steve Martino |
| Attori |
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| Paese,
Anno |
USA - 2008 |
| Genere |
Animazione |
| Durata
(Minuti) |
88 |
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Trama |
Il 15 maggio, di buon mattino, l'elefante Ortone sta nuotando in una piscina
naturale nella sua giungla, quando sente un debole grido d'aiuto provenire
da un minuscolo granello di polvere che fluttua nell'aria. Poiché è un
bestione generoso e disponibile, specie verso i più piccoli, non ci pensa un
attimo a spostare la sua ingombrante mole fino a raggiungere lo strano
granello. Scoprirà che su quel puntino, adagiato su un trifoglio in fiore,
vive la Città di Chi non So, abitata dai microscopici Chi. Al primo
cittadino, il Sinda-Chi, angosciato dai terremoti che scuotono il suo paese,
Ortone promette che metterà in salvo il granello, cioè il mondo dei Chi,
anche se questo vorrà dire combattere contro la terribile Cangura, che,
vedendolo parlare con un fiore, lo crede matto e vuole rubargli il trifoglio
per fargli fare una brutta fine. Ortone e il mondo dei Chi, animazione
cinematografica di un classico per bambini del vignettista Dr. Seuss, è la
storia degli ostacoli che l'animale più grosso della giungla dovrà superare
per salvare gli esseri più piccoli mai immaginati, convinto che "una persona
è sempre una persona, non importa quanto sia piccola".
Grazie all'ottima traduzione in rima, che restituisce tutto il sapore
d'infanzia di un libro di poche pagine espanso e stirato dalla fantasia
senza limiti dei creatori de L'Era Glaciale, il film è dedicato
evidentemente ai cuccioli d'uomo, ma porta in sé una molteplicità di livelli
e una visione di partenza profonda ed originale, che rappresentano un
incontro prezioso anche per lo spettatore adulto.
Ad un primo livello c'è il mondo della giungla, comunità metafora del mondo
umano, dove il simpatico Ortone è tenuto sotto controllo da una cangura
autoproclamatasi capo di quell'angolo di giungla, che teme la fantasia
dell'elefante, giudicandola un vizio diseducativo e socialmente
destabilizzante. Milioni e milioni di volte più in piccolo, balziamo al
livello dei Chi, sorta di noccioline ricoperte di pelo, che vivono
nell'illusione della felicità perpetua e della stabilità assoluta (o
sicurezza, per usare un linguaggio più attuale). Un terzo livello si può
scorgere nel pesce rosso che il Sinda-Chi si sforza di rianimare dopo una
brutta scossa, evidentemente concordando con il messaggio del film per cui
una vita è sempre una vita, per quanto piccola o numericamente
insignificante. Ma in questa scala di piani e dimensioni, ci siamo anche noi
e il nostro pianeta: un minuscolo granello che fluttua nell'universo.
I registi Jimmy Hayward (ex Pixar) e Steve Martino hanno creato una
pellicola deliziosa, memore del meglio di Robots ma piena di novità. Un
cenno speciale va a Jo-Jo, il più piccolo dei Chi, che assomiglia al
transfuga di un film di Tim Burton, e ai due Vlad, un tocco di genio comico.
In Italia, la voce di Christian De Sica dà cittadinanza a Roma all'elefante
senza fargli del male. Eppure, mai come questa volta, la forza è nel
contenuto: due protagonisti che non s'incontrano mai ci spingono a
riconoscere che esiste anche ciò che non si vede e non si tocca. Si chiama
immaginazione. Senza di lei, non esisterebbero né Ortone né la scettica
Cangura e, forse, a ben pensarci, non ci saremmo neanche noi.
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