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Non
pensarci
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Regia |
Gianni Zanasi |
| Attori |
Anita Caprioli
Caterina Murino
Dino Abbrescia
Gisella Burinato
Giuseppe Battiston
Luciano Scarpa
Paolo Briguglia
Teco Celio |
| Paese,
Anno |
Italia - 2008 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
109 |
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Trama |
Un chitarrista rock di 35 anni (Valerio Mastandrea), trasferitosi a Roma per
sfondare, sbarca il lunario tra un concerto e l'altro sognando di incidere
un disco. Ma i finanziamenti non arrivano e la crisi creativa incombe. La
scoperta del tradimento della fidanzata è la goccia che fa traboccare il
vaso e lo convince a prendersi una pausa di riflessione. Quale luogo
migliore della natìa Rimini, da dove manca da quattro anni? Accolto a
braccia aperte dagli apprensivi genitori, il nostro si imbatte però in un
quadretto familiare tutt'altro che idilliaco: il padre, in pensione a forza
per problemi di salute, non pensa ad altro che al golf lasciando
all'esaurito primogenito (Giuseppe Battiston) la gestione dell'azienda di
famiglia, che produce ciliegie sciroppate; la madre aggira la depressione
frequentando discutibili corsi di autostima e fiducia nel prossimo; la
sorella (Anita Caprioli) molla l'università per lavorare nel delfinario. Ma
tra crisi di nervi, liti, frustrazioni e rivelazioni scottanti, la
solidarietà familiare può ancora riservare qualche sorpresa.
Non pensarci di Gianni Zanasi fa l'effetto di un bicchiere d'acqua fresca in
una giornata estiva. Ambientazione e trama non sono certo originali e
rimandano a tanto cinema di insoddisfazioni e nevrosi familiari, per non
parlare della crisi esistenziale del protagonista, già vista in mille
declinazioni. Eppure due elementi riscattano il film dalla banalità e dalla
"carineria" per farne un'opera a tratti ingenua ma sincera, divertente senza
spocchiose ambizioni di spaccato sociale: il primo è la semplicità puntuale
con cui è ritratta la vita di provincia, più vera ma perennemente in bilico
sul baratro della noia e della disperazione; il secondo è l'ottima prova
degli attori, dal tenero nevrotico Battiston allo scombinato Mastandrea, che
non ha ancora perso il gusto di ribellarsi di Tutti giù per terra.
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