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Mongol
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Regia |
Sergei Bodrov |
| Attori |
Aliya
Tegen Ao
Tadanobu Asano
Ying Bai
Khulan Chuluun
Bao Di
Bayertsetseg Erdenebat
Deng Ba Te Er
Odnyam Odsuren
Honglei Sun
Ba Sen |
| Paese,
Anno |
Germaia, Kazakhistan, Russia - 2008 |
| Genere |
Storico |
| Durata
(Minuti) |
120 |
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Trama |
Lontano nel tempo, lontano nello spazio. Nelle distese desolate dell'Asia,
nei territori della Mongolia, ha vissuto e lottato uno dei condottieri più
spietati e cruenti che siano mai esistiti: Genghis Khan, colui che ha
conquistato - a partire dal 1200 - enormi territori, creando uno degli
imperi più vasti che la storia ricordi.
Il premio Oscar Sergei Bodrov (Il prigioniero del Caucaso), uno dei più
apprezzati registi russi contemporanei, mette in scena un'epopea storica che
ricostruisce la nascita del guerriero Temugin, consegnato alla storia come
il sanguinario Khan (condottiero) dell'impero mongolo, ritraendolo dalla
nascita e riportando le varie tappe di una vita di stenti e umiliazioni,
fino alla battaglia che lo lanciò definitivamente verso la costruzione del
suo sconfinato impero. Nato nel 1162, il piccolo Temugin subisce soprusi e
angherie da parte delle fazioni rivali, assiste alla morte del genitore e
rischia a sua volta di rimanere ucciso. Privato della moglie bambina
scelta quando era poco più di un fanciullo la avrà accanto per tutta
la vita, lottando contro tutto e tutti pur di tenerla al proprio fianco.
Girato nei veri luoghi che nei secoli scorsi hanno ospitato l'impero (spesso
raggiungibili dopo ben quindici ore di viaggio dai centri abitati più
vicini), obiettivo di Bodrov è quello di restituire alle cronache un
personaggio diverso dal sanguinario conquistatore dipinto sui libri di
storia, delineandone caparbietà e temerarietà nell'affrontare la vita e il
nemico.
Un kolossal di due ore con scene cruente a base di digitale e luce naturale
(creando un effetto realistico davvero impressionante), un film che punta
sui sentimenti e sulle battaglie all'ultimo sangue, trascurando forse
qualche dettaglio storicamente rilevante o magari contraendo il tempo con
delle ellissi troppo accentuate. Ma Mongol è e resta un bell'affresco, una
pagina di buon cinema che ricorda un passato remoto in cui un condottiero di
nome Genghis Khan, è entrato nella storia.
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