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MissTake
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Regia |
Filippo Cipriano |
| Attori |
Anna Valle
Remo Girone
Victoria Zinny
Giacomo Pozzetto
Guido Palliggiano
Sara Zanier
Ulisse Lendaro |
| Paese,
Anno |
Italia - 2008 |
| Genere |
Commedia nera |
| Durata
(Minuti) |
N/D |
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Trama |
Ogni idea è figlia di chi la partorisce, recita il pressbook. Peccato che in
MissTake di idee ce ne siano poche e di queste neanche una possa essere
definita brillante né tanto meno originale.
Era il 2001 quando nelle sale italiane usciva La Comunidad, una commedia
grottesca e a tratti surreale che narrava, a metà strada tra l'horror e il
thriller, di cospirazioni e piccoli grandi delitti 'a scopo di lucro' che
scombinavano la quotidianità, già di per sé bislacca, di un affollato
condominio di città. A dirigere quello che sarebbe presto divenuto un cult
di genere, il regista e sceneggiatore Alex de la Iglesia, uno che sin dai
primi anni '90 costruiva la sua carriera cinematografica proprio sulle
dark-comedies a sfondo socioanalitico. Film, i suoi, dai colori sgargianti e
dai lauti spargimenti di sangue, tutti battute al vetriolo, meschinità e
intrighi, i cui protagonisti sono fuori dalle righe (e soprattutto fuori di
testa) e la cui follia esplode nel delirio più totale.
Ora, nel 2008, il cinema italiano prende coscienza di sé (della sua
incapacità di innovazione) e decide di lanciarsi nella stessa identica
avventura con questa piccola produzione indipendente, capitanata dal
produttore/attore vicentino Ulisse Lendaro, uno che dopo anni e anni di
successi teatrali e alcuni (falliti) esperimenti nei B-movies
adolescenziali, ha pensato bene di infliggere un (altro) duro colpo alla sua
carriera di produttore con questo progetto, tanto paradossale quanto
malriuscito, di dare nuova linfa alla commedia italiana strizzando l'occhio
ad un genere qui ignorato (il grottesco, appunto) e che in altri mercati va
a gonfie vele.
Ecco allora l'Invito a cena con delitto (non solo uno, a dire il vero) in
un'ambita villa del Triveneto, una valigia piena zeppa di soldi, un set di
coltelli affilatissimi di provenienza russa e un'eroina avida e sanguinaria
di nome Frida (l'ex-Miss Italia Anna Valle, compagna di Lendaro nonché
co-produttrice del film) dalle sembianze dolci ma dal cuore impietoso.
Nessuno dei personaggi è credibile, nessun attore convince (men che meno
Remo Girone in versione romanesco-malavitosa), nessuna situazione e nessuna
battuta diverte. Troppi fronzoli, troppe sperimentazioni, troppo caos.
Il macchiettismo è imperante, la regia propagandistico-videoclippara da mal
di mare, la sceneggiatura e il tocco stilistico da serie-tv. Spiace essere
così categorici, tanto più con un gruppo di esordienti armati di tante buone
intenzioni, ma quando è troppo è troppo.
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Cover
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