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Milano
Palermo
Il ritorno
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Regia |
Claudio Fragasso |
| Attori |
Enrico Lo Verso
Gabriella Pession
Giancarlo Giannini
Libero de Rienzo
Raoul Bova
Ricky Memphis
Romina Mondello
Simone Corrente |
| Paese,
Anno |
Italia - 2007 |
| Genere |
Azione |
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Durata (Minuti) |
95 |
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Trama |
Turi Arcangelo Leofonte, il ragioniere della mafia che collaborò con la
giustizia facendo arrestare molti componenti del clan Scalia, esce di galera
dopo undici anni di detenzione. Rocco Scalia, il figlio del boss morto in
carcere, è deciso a vendicare il tradimento di Leofonte e a recuperare il
denaro di suo padre. Per raggiungere il suo scopo rapisce il nipote del
ragioniere, conducendolo a forza in Sicilia. Ricomposta la squadra del
Questore Aggiunto Nino Venanzio, gli agenti intraprenderanno un lungo
viaggio verso sud. Sbarcati sull'isola chiuderanno i conti con Scalia e col
passato.
Milano Palermo - Il ritorno è un film che scivola nel parassitismo
paratelevisivo, omologandosi ai codici e ai canoni della tv. Non perché
Claudio Fragasso sia stato sceneggiatore di prodotti per la tv, piuttosto
perché i suoi eroi dell'antimafia, tornati sul grande schermo dopo dodici
anni dal viaggio di sola andata, sono (troppo) prossimi agli agenti dei
"distretti" di polizia, alle squadre mobili e ai nuclei operativi che si
fanno concorrenza sulle reti pubbliche e private.
Dopo Petri, Rosi e Damiani il cinema italiano sembra incapace di ricostruire
l'epica partendo dalla cronaca. La squadra di Fragasso è un gruppo di brave
persone in prima linea, l'ultimo avamposto della legalità contro la
criminalità mafiosa. Mai sottoposti alle insidie della violenza e del
desiderio, mai collusi con il crimine, gli agenti sono protagonisti di
indagini ortodosse che rassicurano il pubblico. Le scansioni del racconto
sono classiche: attentato, paura e smarrimento, poi rabbia, tensione e
infine reciproca solidarietà, perché in fondo si tratta di un film d'azione
in cerca di un forte coinvolgimento emotivo, incentrato su personaggi niente
affatto ambivalenti, figuriamoci estremi.
Indossando il vestito del genere (film poliziesco e film di mafia), il film
di Fragasso ri-propone il tema della crisi familiare in un'Italia ferita a
morte, dove la giustizia vive confinata nella solitudine e assediata dal
tradimento, privilegiando le dinamiche interne a discapito del rapporto
conflittuale con l'esterno. Nel viaggio da nord a sud la squadra di Venanzio
sostiene padre e figlia, proteggendoli dai pericoli esterni e funzionando da
catalizzatore dei loro sentimenti e delle loro tensioni.
Il tema della mafia e della famiglia negata, già ampiamente sviscerato nella
Piovra, non aggiunge niente alla comprensione del fenomeno. Cascàmi
drammatici da operetta, personaggi che si vorrebbero impregnati di
problematiche civili, sociali e politiche, set "avvertibili" (si osservi la
sequenza del conflitto a fuoco nelle Terme di Montecatini), musiche
empatiche, attori ordinari e "teledipendenti" dovrebbero allarmare lo
spettatore, inducendolo al sospetto di guardare al cinema un film conforme
(nello stile e nella narrazione) alla programmazione Rai. O Mediaset.
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