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Meduse
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Regia |
Etgar Keret, Shira Geffen |
| Attori |
Sarah Adler
Nikol Leidman
Gera Sandler
Noa Knoller
Ma-nenita De Latorre
Zaharia Harifai
Ilanit Ben Yaakov |
| Paese,
Anno |
Francia, Israele - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
78 |
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Trama |
Tel-Aviv, oggi. Al suo matrimonio, mentre il marito e gli invitati sono
occupati a divertirsi e si dimenticano temporaneamente di lei, Keren (Noa
Knoller) si rompe una gamba e il gesso che ne consegue fa saltare la luna di
miele ai Caraibi. Batya (Sarah Adler), invece, fa la cameriera al
ricevimento di nozze e, la mattina successiva, incontra sulla spiaggia una
strana bambina (Nikol Leidman) che sembra essere uscita dalle onde: tra le
due nasce uno strano legame, che cambia la vita della ragazza in modo
decisamente drastico. Anche Joy (Ma-nenita De Latorre) è, a suo modo, una
cameriera: arriva in Israele dalle Filippine e tenta di non perdere i legami
con la famiglia: il lavoro per una vecchia signora severa le scalda
finalmente il cuore...
Poetico, tristemente dolce, malinconico eppure colorato: il primo film della
coppia esordiente Keret-Geffen non può che commuovere e affascinare sin
dalle prime inquadrature. L'attenzione per i particolari, i tagli di
ripresa, la tavolozza pittorica e le sottili geometrie sono al contempo
meticolosi e impressionanti: è impossibile non sorridere di gioia mentre si
esplorano le vie artistiche di questa coppia di scrittori prestati (e, si
spera, acquisiti) al cinema.
Mentre si susseguono momenti di vero genio, quali una cascata che si
trasforma in quadro, o un mare che diviene mezzo di trasporto, viviamo la
lirica del silenzio, che lascia spazio ai rumori quotidiani, bellissimi da
riscoprire. E' così che gli occhi di una bambina venuta dal mare, insieme ai
suoi sorrisi, risvegliano in noi immagini e ricordi ancestrali, cullati
dalla colonna sonora, impalpabile ma sapientemente presente. Portati per
mano dalla tragedia dell'impossibilità della comunicazione umana, che appare
in tutto il suo sgomento, non possiamo che scorrere come un album di
fotografie in movimento i quadri della storia, sempre viva, senza tempi
morti e con ricorrenti citazioni, come uno specchio nello specchio.
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Cover
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