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Mars
Dove nascono i sogni
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Regia |
Anna Melikian |
| Attori |
Artur Smolyaninov
Gosha Kutsenko
Nana Kiknadze |
| Paese,
Anno |
Russia - 2008 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
100 |
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Trama |
Marks è una cittadina situata da qualche parte dell'ex impero sovietico. Il
suo nome era dedicato al fondatore del comunismo ma ora ha perso la K. Così
come per i suoi abitanti molte cose sono cambiate ma muteranno ancor di più
quando arriva Boris, un pugile in fuga da una serie di sconfitte sul ring e
costretto a fermarsi per una sosta che lui spera sia breve. Boris viene da
Mosca e questo fatto di per sé lo rende importante agli occhi di chi ha
l'occasione di conoscerlo. Il giovane e intraprendente Grigorji, in
particolare, ci tiene ad esibire la sua compagnia e gli presenta la
bibliotecaria Greta di cui è innamorato. Ma Greta sceglie diversamente.
Il cinema degli anni bui dell'URSS circolava quasi solo nei festival ed
arrivava a un pubblico più vasto solo grazie a qualche autore dissidente
come Tarkovski. Il crollo del regime invece di favorire una fioritura di
proposte nuove ha finito con il certificare (complice anche una censura di
mercato che non aiuta la circolazione dei film europei in Europa) il dominio
del cinema statunitense e di qualche clone autoctono spettacolare.
Fortunatamente c'è ancora qualche casa di distribuzione coraggiosa come le
Officine Ubu che ci ricorda che non tutto è perduto e che la freschezza di
idee nuove si coniuga ancora con capacità narrative capaci di attrarre lo
spettatore più curioso.
Anna Melikian (classe 1976) ci regala con Mars un gioiellino capace di
stupire con melanconica dolcezza e, al contempo, di far pensare. Perché a
questo film non manca l'accesa fantasia visiva (vedi i riferimenti a Chagall
così come alla tradizione popolare) mista a un livello surreale che fa
pensare a un Kaurismaki che abbia passato la frontiera. Nella nuova Russia
il denaro è riservato ai ricchi. Gli altri vengono pagati 'in natura'. È
geniale l'idea per cui, essendoci in loco la più importante fabbrica di
peluche ogni dipendente venga ricompensato con dei pupazzi più o meno grandi
a seconda della propria prestazione. Toccherà poi ad ognuno di loro cercare
di rivenderli ai passeggeri dei treni che fanno sosta in una stazione nel
cui atrio troneggia un Lenin seminpacchettato. Se poi in città trionfano
enormi poster con Marx attorniato da coniglietti e orsacchiotti, nei cuori
domina il desiderio in andare via. Che sia l'"A Mosca" di cecoviana memoria
o le foto false per raggiungere un ipotetico principe azzurro a Parigi,
nessuno sta bene dove sta. Solo il mito del nuovo zar Putin fa vibrare gli
ormoni della bellezza locale che, a sua volta, riuscirà ad andarsene solo in
effigie.
Anche la romantica ma consapevole Greta, interpretata da un'attrice che
ricorda Kate Blanchett e Uma Thurman, troverà la propria meta e non sarà
quella più semplice da raggiungere in un mondo in precario equilibrio tra un
passato da lasciarsi alle spalle e un futuro estremamente incerto.
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Cover
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