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Lezioni di felicità
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Regia |
Eric-Emmanuel Schmitt |
| Attori |
Catherine Frot
Albert Dupontel
Jacques Weber
Fabrice Murgia
Nina Drecq
Camille Japy
Alain Doutey
Julien Frison |
| Paese,
Anno |
Belgio, Francia - 2008 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
100 |
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Trama |
Odette Toulemonde è una deliziosa e solare quarantenne, un po' Cenerentola e
un po' Mary Poppins. Vedova con due figli a carico, lavora come commessa nel
reparto maquillage di un grande magazzino e, nel poco tempo libero che
riesce a ritagliarsi, ama perdersi nelle pagine dei romanzi del suo
scrittore preferito, l'uomo dei suoi sogni, l'artefice del suo smisurato
ottimismo. Grazie a lui Odette riesce a dimenticare ogni problema, a fuggire
in un'altra dimensione, a sentirsi la protagonista di una favola romantica
d'altri tempi. A volte riesce ad essere talmente felice da spiccare il volo
e arrivare in alto, su nel cielo, volteggiando leggiadra e impalpabile
nell'aria come le piume colorate che di sera applica sui costumi delle
ballerine delle riviste. Odette non avrebbe molto di cui essere allegra, ma
nonostante tutto lo è, al contrario del fascinoso scrittore parigino
Balthazar Balsan, ricco e famoso ma, come ogni artista, spesso triste e
insicuro. Sulla carta i due non hanno niente in comune, ma nella vita, come
nelle favole, tutto può succedere¿
Quante volte abbiamo sognato di incontrare di persona il nostro scrittore
preferito e di esprimergli tutta la nostra gratitudine per i bei momenti che
ci ha regalato? In questa minuscola delicata storia d'incanto e felicità si
parla di simbiosi letteraria, quella che lega lo scrittore ai propri
ammiratori, persone del tutto sconosciute, diverse tra loro, spesso
fanatiche e assai distanti dai suoi gusti e dal suo modo di essere. Una
storiella tanto comica quanto fantastica sull'imprevedibilità dell'amore,
sull'incontro tra due naufraghi della vita, uno troppo ottimista l'altro
troppo pessimista, nata dalla penna del pluripremiato drammaturgo francese
Eric-Emmanuel Schmitt, lo stesso di Monsieur Ibrahim e i fiori del Corano.
Odette Toulemonde è dunque l'appassionato (e semi-autobiografico) omaggio di
uno scrittore al 'mestiere di leggere', al trasporto fisico e mentale che da
anni i suoi lettori dimostrano nei confronti suoi delle sue opere teatrali e
letterarie.
Qualcuno forse storcerà il naso per l'eccessivo buonismo di fondo o per
qualche eccesso naif dei personaggi, ma sono errori veniali tutto sommato
scusabili, soprattutto se consideriamo che Schmitt è al suo esordio assoluto
alla regia e che ha scritto questo racconto 'di nascosto', in un periodo di
repressione artistica in cui rigidi vincoli contrattuali lo costringevano a
concentrarsi 24 ore su 24 su un'altra storia. Scandito dalla sfiziosa
colonna sonora scritta da Nicola Piovani e interpretato da due ottimi
attori, Odette Toulemonde suona come grido di ribellione alla negatività e
rappresenta uno dei rarissimi esempi di come il cinema possa fungere da
ispirazione per la letteratura, e non solo prenderne spunto.
Un toccasana per il cuore e per l'anima, come un dolcetto al cioccolato in
un momento di tristezza. Consigliato a chi ama il cinema francese e la sua
inconfondibile levità.
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Cover
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