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Le tre
Scimmie
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Regia |
Nuri Bilge Ceylan |
| Attori |
Yavuz Bingöl, Hatice Aslan,
Ahmet Rıfat Sungar, Ercan Kesal |
| Paese,
Anno |
Francia, Italia, Turchia - 2008 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
109 |
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Trama |
Una
strada di notte. Un uomo viene investito da un'auto e abbandonato. Qualcuno
però ha visto la targa dell'automezzo che è di proprietà di un uomo politico
il quale, per evitare lo scandalo che troncherebbe la sua carriera, chiede
al suo autista di autoaccusarsi dell'incidente. Resterà in carcere per poco
tempo, sua moglie continuerà a ricevere il suo stipendio e, al momento del
rilascio, ci sarà per lui un'ingente ricompensa. L'uomo accetta. Da quel
momento sarà la moglie ad andare a riscuotere divenendo l'amante del
politico e suscitando i sospetti del figlio adolescente. Quando il marito
tornerà la tragedia incomberà sul nucleo familiare.
Il titolo del film turco del regista di Uzak (che nel 2003 vinse il Grand
Prix nonché il Premio per i due attori protagonisti) è molto significativo:
"Le tre scimmie". Come per le protagoniste della famosa favola c'è chi non
vuole vedere, chi non vuole sentire e chi non vuole parlare. In un mondo
sempre più amorale e distante da un sentire che non si basi sulla
convenienza immediata, i tre affrontano gli eventi chiusi nella propria
separazione.
Il Marito accetta per denaro di finire in prigione senza condividere questa
grave decisione con la compagna della propria vita, la Moglie sente
riesplodere una sensualità che sembrava essersi dissolta con una bellezza
ormai sfiorita grazie all'incontro con chi detiene un simulacro di Potere
che eserciterà anche su lei trattandola come un oggetto… Il figlio
adolescente è il solo, anche se chiuso in un silenzio quasi impenetrabile, a
cercare disperatamente un modo di reagire a ciò che potrebbe apparire come
ineluttabile. Lui, in fondo, ha ancora dei codici morali a cui rifarsi anche
se lo condurranno alla scelta sbagliata.
In un mondo in cui il potere politico e il denaro sembrano poter comprare
qualsiasi cosa o persona la sua sarà una decisione devastante. Alla quale
però il padre cercherà di porre rimedio utilizzando a sua volta gli
strumenti appresi dall'esperienza che sta vivendo.
Non sembra esserci speranza per l'umanità descritta da Ceylan a meno che
sappia ritrovare la forza di affrontare il rimosso, quel figlio perduto
ancora bambino che con la sua distante presenza potrebbe forse restituire
almeno un po' di quella pace che tutti, anche inconsapevolmente, cercano.
Magari anche solo poggiando un braccio su una spalla inquieta.
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