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Le ferie di Licu
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Regia |
Olivier Dahan |
| Attori |
Marion Cotillard
Sylvie Testud
Gérard Depardieu
Jean-Paul Rouve
Pascal Greggory |
| Paese,
Anno |
Francia, Inghilterra,
Repubblica Ceca - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
140 |
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Trama |
La pellicola, ambientata in Francia e a Praga, ripercorre i drammi e le
gioie di una delle leggende della canzone francese e internazionale, Edith
Piaf. Nata nei sobborghi parigini, la diva diventa famosissima fin da
giovane. La sua voce, caratterizzata da mille sfumature, era in grado di
passare da toni aspri a toni dolcissimi. Molte le sfortune e i fatti
negativi: incidenti stradali, coma epatici, interventi chirurgici, delirium
tremens e anche un tentativo di suicidio. La pellicola di Dahan ricostruisce
bene una delle sue ultime apparizioni pubbliche in cui appare piccola e
ricurva, con le mani deformate dall'artrite e con radi capelli. Solo una
cosa era rimasta inalterata e splendida: la sua voce.
Il fatto che il regista abbia preso come spunto iniziale per il film una
fotografia della cantante e non la sua musica non ci sorprende affatto.
Conferma, anzi, il taglio pienamente cinematografico dell’opera. Partire da
questo punto è sinonimo di un omaggio che rifiuta il didascalismo e una
ricostruzione strettamente biopic. Il termine corretto è ritratto che, oltre
a esaltare il talento artistico della Piaf, si addentra nel cuore della sua
complessa umanità. Il regista, pur documentandosi a lungo, ha preferito
seguire le proprie idee senza farsi influenzare da qualcuno in particolare
(amici, conoscenti) o da letture intraprese.
La scelta di evitare il taglio biografico si sviluppa attraverso un doppio
binario. L’ottima interpretazione di Marion Cotillard che fugge qualsiasi
tentativo imitatorio e nasconde, sottilmente, il preciso intento di dare
alla performance stessa una vita sua, lontana da condizionamenti o
costruzioni esterne. In secondo luogo, il regista, consapevole di riduttive
letture critiche, ripercorre alcuni dei fatti principali della sua esistenza
senza rispettare l’esatta cronologia. Ogni frammento di vita sembra
giustificarsi grazie a quello precedente. Il senso delle cose prende quota
piano piano lavorando di addendi. Le molteplici facce della diva emergono
con una soave naturalezza rendendo facile e scorrevole la lunga visione del
film.
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