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La
Voltapagine
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Regia |
Denis Dercourt |
| Attori |
Catherine Frot
Christine Citti
Clotilde Mollet
Déborah François
Jacques Bonaffè
Michèle Ernou
Pascal Greggory
Xavier De Guillebon |
| Paese,
Anno |
Francia - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
85 |
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Trama |
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Mélanie ha dieci anni e una passione: il pianoforte. Una distrazione,
provocata dalla presidente della commissione esaminatrice, compromette
l’esecuzione e l’opportunità di entrare al conservatorio. Delusa
dall’accaduto, Mélanie rinuncia per sempre alla musica. Qualche anno dopo,
cresciuta e impiegata presso l’ufficio legale del signor Fouchécourt, la
ragazza diventa la balia del figlio, Tristan, e la voltapagine della moglie,
Ariane. La donna, nota concertista, è la responsabile del suo insuccesso e
della sua rinuncia. Mélanie non mancherà di restituirle la cortesia.
L’irrinunciabile materia dell’esistere di Mélanie è la vendetta, servita
fredda dal regista e accumulata sotto un’apparente normalità. Come Chabrol,
Denis Dercourt crea una realtà ambigua e irrazionale dentro la quale agisce
un personaggio ossessivo e ossessionato. La vita di Mèlanie, che un caso
accidentale ha privato della musica, è rimasta sospesa per anni,
nell’attesa, mai realizzata e sempre abortita, di una nemesi. Il destino,
altrettanto fortuitamente, le fa incontrare di nuovo Ariane, colpevole di
avere firmato un autografo dimenticando di ascoltarla. Ritrovarla risveglia
la vertigine della vittima per il suo carnefice, braccato con una
determinazione implacabile. Dercourt compie a questo punto un’accurata
analisi sulla follia quotidiana, attraverso la sua soffocante repressione
piuttosto che la sua teatrale esplosione. L’errore di Ariane ieri mette a
repentaglio oggi la sicurezza della sua famiglia, Mélanie è la proiezione di
quella “colpa” che torna come un fantasma a minacciarla. La giovane donna
che riemerge dal terreno del rimosso ha il volto angelico di Déborah
François, la mamma dell’Enfant dei Dardenne, a cui si contrappone la
bellezza matura e fragile di Catherine Frot, concertista scostante che
finisce manipolata e innamorata. Quello di Dercourt è un thriller
psicologico, sotto pelle, che trasforma una vendetta personale in una
sociale. Mélanie è figlia di genitori piccolo borghesi che puntano, per
“arrivare”, sul talento della loro creatura, condannata dalla vanità
alto-borghese a restare invisibile. Il regista non ha fretta di rassicurare
lo spettatore sulle reali intenzioni della ragazza, la manifestazione dei
suoi propositi non sarà perciò catartica.
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