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La sposa
fantasma
Over her dead body
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Regia |
Jeff Lowell |
| Attori |
Eva Longoria
Paul Rudd
Lake Bell
Jason Biggs
Lindsay Sloane
Stephen Root
Ali Hillis
Wendi McLendon-Covey
Kali Rocha
Colin Fickes
William Morgan Sheppard |
| Paese,
Anno |
USA - 2008 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
96 |
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Trama |
Kate sta controllando ossessivamente ogni particolare del ricevimento per il
suo imminente matrimonio con Henry, quando viene travolta e uccisa dalla
statua di ghiaccio di un angelo, trasportata su un furgone da un autista
ubriaco. Un anno dopo, la sorellina di Henry, decisa a fare qualcosa per
scuoterlo dal torpore del lutto, gli presenta Ashley, una giovane donna che
si divide tra un'impresa di catering e un lavoro da veggente. Scettico
riguardo alle sue doti da Cassandra, Henry desidera comunque continuare a
frequentarla, perché tra i due è sbocciato in fretta l'amore. Peccato che il
fantasma di Kate non abbia nessuna intenzione di lasciarlo migrare nelle
braccia di un'altra donna e preferisca dichiarare guerra aperta alla povera
Ashley, l'unica, d'altronde, che è in grado di vederla e di comunicare con
lei.
Le variazioni d'intreccio sulla fabula di un amante finito anzitempo
all'altro mondo che si intromette però ancora nella vita di chi ha lasciato
sulla terra sono ormai moltissime, e di certo quest'ultima Sposa Fantasma
non svetta in cima alla lista delle migliori. Il problema, in questo caso, è
di fondo. Una morta che vuole impedire ad una viva di sposare il suo uomo ma
poi comprende che la cosa più importante è la felicità di lui, non è neanche
lontanamente sufficiente come piattaforma su cui far crescere una commedia
strappa risate. E a nulla valgono le tante gag (che, a dirla tutta, non sono
né tante né tutte buone) disseminate lungo il film, perché finiscono per
configurarsi come degli evidenti tappabuchi, in assenza di un'idea più
forte, magari un po' più articolata e, se non è chiedere troppo,
possibilmente più divertente.
Il regista e sceneggiatore Jeff Lowell è alla prima prova dietro l'obiettivo
dopo una gavetta di scrittore di sit-com e forse la sua biografia denuncia
da sé la ragione di uno stile episodico e inadatto alla lunga distanza del
lungometraggio. Come se non bastasse, il cast ci mette del suo:
apparentemente azzeccato e sicuramente composto di ottimi attori, mal si
adatta in tre casi su quattro ai personaggi del copione. Eva Longoria
Parker, chiamata a vestire sempre lo stesso carattere, sembra il fantasma
della signora Soliss di Desperate Housewives, vestita questa volta solo di
bianco, ma immutata (mummificata) nel piglio e nell'azione. Paul Rudd nei
panni del tranquillo veterinario rimasto vedovo è talmente tranquillo da
sembrare anch'egli mezzo morto e Lindsay Sloane, nei panni di sua sorella, è
semplicemente troppo grande per il personaggio della ragazzina che le è
stato attribuito. L'unica àncora è Lake Bell, puntuale nei tempi comici e
capace di dar umanità alla scelta di Ashley, quando decide che vale la pena
di amare Henry anche se questo significa venir perseguitata, umiliata e
spaventata pressoché continuamente dallo spirito della sua precedente
fidanzata.
Resta una battuta grandiosa, "Prendi il pappagallo" (vedere per credere!), e
un senso di macabro che mal si addice all'occasione. Probabilmente la spia
della morte della commedia romantica che c'era (solo e soltanto) nelle
intenzioni.
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