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La seconda
volta non si scorda mai
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Regia |
Francesco Ranieri Martinotti |
| Attori |
Alessandro Siani
Elisabetta Canalis
Marco Messeri
Fiorenza Marchegiani
Francesco Albanese
Miriam Candurro
Marco Messeri
Enzo De Caro
Fiorenza Marchegiani |
| Paese,
Anno |
Italia - 2008 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
100 |
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Trama |
Giulio Terracciano è un trentenne apatico, impiegato part-time in un'agenzia
immobiliare. Durante una rimpatriata tra vecchi compagni di scuola ritrova
Ilaria Fiorito, la bella sorella di un amico. Invaghitosi nel tempo breve di
uno sguardo, scopre che la giovane donna è sentimentalmente impegnata con
Alberto Ridolfi, un ricco e prestigioso avvocato penalista. Il suo amore
avrà la meglio sulle resistenze di Ilaria che capitolerà davanti al mare di
Napoli.
La comicità cinematografica italiana nei migliori casi è umorismo, nei
peggiori ridicolaggine. Il basso livello deriva da vari fattori. Il primo
potrebbe essere l'involgarimento generale e progressivo del Paese. Non è il
caso di Alessandro Siani, misuratissimo anche nei triviali cinepanettoni.
C'è poi un secondo aspetto: la mancanza di mestiere, e anche questo non
difetta al giovane attore napoletano. Il limite della commedia sentimentale,
scritta da Siani e diretta da Ranieri Martinotti, sta piuttosto in una terza
ragione: da diversi anni il cinema invece di produrre e reinventare non fa
altro che sfruttare fino all'esaurimento un filone o un genere e
frequentare, per riproporre senza limiti, la Tradizione.
La commedia leggera leggera di Siani fa leva sulla ripetizione,
sull'accumulo, sull'enumerazione dei clichè e sulle fissazioni degli
italiani (napoletani, milanesi, aretini). La seconda volta non si scorda mai
riproduce una convenzionale quotidianità e ride della discreta simpatia e
dei leggeri impedimenti che si frappongono alla realizzazione e al trionfo
di un eroe piccolo piccolo, che contempla il desiderio di essere
moderatamente felice.
In questa direzione il vero trucco del mestiere comico è naturalmente il
ricorso alla "napoletanità", all'impasto fra dramma personale ed ambiente
pittoresco e alla drammaturgia del disincanto sofferente (quello di Viviani,
De Filippo e Troisi). Perché si sa, Napoli nell'immaginario collettivo è la
patria di lazzi esilaranti, di frasi che ritornano, di minuscoli qui pro
quo. Ancora una volta si ride di una convenzione. Si ride di, non con. Nella
"seconda volta" di Siani non c'è alcun filtro interpretativo del mondo, non
c'è un atteggiamento preciso nei confronti della vita o una prospettiva
morale, c'è piuttosto la superficialità e l'incapacità di scendere dentro le
cose. Così basta un bel "Maronna 'o Carmine" per scatenare la risata. Quella
che seppellisce e non anticipa né sorprende mai la realtà.
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