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La ricerca della Felicità
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Regia |
Gabriele Muccino |
| Attori |
Cecil Williams
Chandler Bolt
David Fine
Domenic Bove
Geoff Callan
Jaden Smith
Kurt Fuller
Thandie Newton
Will Smith |
| Paese,
Anno |
USA - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
117 |
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Trama |
Chris Gardner è un brillante venditore senza fortuna nella San Francisco
degli anni ’80. Padre affettuoso di Christopher, un vivace bambino di cinque
anni, e marito di una scontrosa compagna, Chris fatica a sbarcare il
lunario. La moglie, incapace di reggere la crisi, abbandona marito e figlio
per cercare fortuna a New York. Rimasto solo Chris cerca tenacemente e
ottiene un posto da stagista non retribuito presso una società di consulenza
finanziaria. Senza stipendio, sfrattato dall’appartamento e poi dalla stanza
di un infimo motel, Chris e il suo bambino cercheranno di sopravvivere
dormendo nei ricoveri per i senza tetto o nei bagni pubblici della
metropolitana. Indossando sempre il suo abito migliore e l’orgoglio di chi
non vuole mollare, Chris troverà una porzione di felicità.
Gabriele Muccino ricomincia dall’America, lasciando a casa il suo cinema
d’interni, di famiglie borghesi in crisi e di dialoghi urlati, accelerati e
quasi sempre travolti dalla musica. A restare sono invece i sentimenti,
calati questa volta nella realtà americana e rinnovati da quella stessa
realtà. Dietro l’energia della messa in scena e il ritmo del racconto non ci
sono corna, separazioni o crisi adolescenziali, non ci sono nemmeno yuppie
meschini che riscoprono la spontaneità attraverso la fuga. C’è piuttosto un
padre che resta e decide di sognare per sé e suo figlio, realizzando
l’ambizione di desiderare un po’ della felicità del titolo. La sceneggiatura
solida procede per accumulo di disgrazie, sfiancando lo spettatore fino
all’happy end “in discesa”, che risolve la vita dei protagonisti e muove
alla commozione.
Muccino realizza un film intelligente e finalmente emancipato dal manierismo
sociologico della sua filmografia. Merito da condividere col divo Will Smith,
che doppia il semidivo Accorsi, in una performance straordinariamente
drammatica che riduce e modera la sua maschera comica. L’altra metà del
cielo riconferma (ahimè) il modello femminile di Muccino, ancora una volta
isterico, risentito e mai solidale dentro un quotidiano che diventa materia
del dramma. Ispirato dalla storia vera di Chris Gardner, Muccino sogna in
italiano il sogno (materialista) americano.
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