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La Città Proibita
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Regia |
Zhang Yimou |
| Attori |
Chen Jin
Gong Li
Jay Chou
Li Man
Liu Ye
Ni Dahong
Qin Junjie |
| Paese,
Anno |
Cina, Hong Kong - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
111 |
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Trama |
C’era una volta, nella Cina del decimo secolo, la grande dinastia dei Tang.
Nella città imperiale lo sfarzo e la ricchezza si respirano in ogni dove.
L'imperatore, l'imperatrice e i loro figli sono serviti e riveriti da uno
stuolo di servitori adoranti. Ogni minima azione quotidiana avviene nel
rigore e nel rispetto di rituali millenari, nella magnificenza quasi
surreale di un mondo estetizzato e dorato. Ma, come in ogni famiglia e
favola che si rispettino, il male, il segreto, l'intrigo sono dietro
l’angolo. La famiglia imperiale nasconde segreti inconfessabili fino al
giorno in cui, durante la festa del Chong Yang, la festa dei crisantemi
legata alla famiglia e alla sua solidità, ogni minimo intreccio verrà
disvelato. Un'epica battaglia metterà fine a tutti i misteri.
Il grande Zhang Yimou conclude così la sua trilogia dedicata ai wuxiapan,
ovvero il genere cinematografico “cappa e spada” alla cinese; la trilogia,
iniziata nel 2002 con Hero, proseguita nel 2004 con La foresta dei pugnali
volanti, termina con questo straordinario affresco corale, una sorta di
tableau vivant, in cui infinite masse umane prendono lentamente il
sopravvento sulla scena fino a sovrastare magnificamente il grande schermo.
Niente è risparmiato in questo sconfinato ritratto in cui Zhang Yimou sembra
davvero concedere tutto se stesso: pennellando sarcasticamente e
causticamente l'amata Cina, omaggiando ma insieme deridendo una serie di
ataviche tradizioni, con una bellezza visuale davvero rara. In un perfetto
connubio tra racconto e forma artistica: mentre infatti emerge fortissima la
critica all'assoggettamento incondizionato dell'essere umano in virtù di
un'impellente urgenza interna di ribellione e autodeterminazione (esemplare
è la figura della musa Gong Li, qui in stato di grazia, nei panni
dell'imperatrice ribelle e della donna libera), contemporaneamente regia,
fotografia, effetti speciali si fondono soavemente per rendere l'opera
cinematografica un importante esempio di arte, con la A maiuscola.
Realista e insieme onirico, Zhang Yimou ancora una volta, ancora di più,
dimostra quanto immenso sia il suo cinema, nella sua immaginifica e poetica
essenza.
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