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L'uomo
Medio + Medio
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Regia |
Pierre-Paul Renders |
| Attori |
Caroline Dhavernas
Chantal Lauby
Gilbert Melki
Khalid Maadour
Thierry Lhermitte |
| Paese,
Anno |
Belgio, Canada, Francia,
Germania, Lussemburgo - 2007 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
90 |
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Trama |
Emerso come concorrente del quiz televisivo Comme tout le monde, Jalil viene
preso di mira da una società di marketing che lo sfrutta come cavia
attraverso la bella e misteriosa Claire. Fingendosi innamorata di lui, la
ragazza lo testa (a sua insaputa) su prodotti e gusti mentre la società lo
monitorizza giorno e notte, nel pubblico e nel privato. Quello che fa di
Jalil un tipo "speciale" è che da solo vale un campione di 10.000 persone.
Il suo dono è di essere lo specchio della maggioranza della gente, l'uomo
medio più medio di tutti, al punto che persino il Presidente della
Repubblica francese decide di basare la campagna elettorale sulle sue
opinioni.
L'uomo medio francese - secondo il regista belga Pierre-Paul Renders - è un
ragazzo di origini nordafricane, di statura media, ben piazzato, mediamente
interessante, con un livello di intelligenza medio. Il Jalil Show che viene
messo in scena nel primo atto del film ne mette in evidenza anche gli
aspetti più teneri e disarmanti: il protagonista lavora in un asilo dove è
amato dai suoi alunni bambini, ha una vita del tutto sana, dei principi
morali forti e non farebbe male a una mosca. Un ragazzo modello, insomma,
finché non capisce di essere stato imbrogliato. È il secondo atto del film
che lascia interdetti sulla sua natura.
Finito il Jalil Show è tempo di Vendetta, il volto dell'uomo medio + medio
diventa una maschera in cui confrontarsi e sentirsi rappresentati, una
maschera da indossare per ribellarsi a un sistema che ci vede come cifre,
numeri, campioni, caselle, percentuali. Ed è qui che Renders trova il modo
di inserire il suo messaggio: "un paese senza opinioni è un paese
ingovernabile" e chi riesce a rappresentare le opinioni del popolo ha il
potere sulle masse. Tuttavia la leggerezza della storia, la frivolezza dei
personaggi ritratti (specie il conduttore del quiz, esageratamente ossesso)
e la comicità malamente distribuita affossano la buona idea di partenza
rendendo il prodotto del regista belga un film medio più medio.
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