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L'ultimo Inquisitore
Goya's Ghosts
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Regia |
Milos Forman |
| Attori |
Javier Bardem
José Luis Gomez
Mabel Rivera
Michael Lonsdale
Natalie Portman
Randy Quaid
Stellan Skarsgård |
| Paese,
Anno |
Spagna - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
117 |
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Trama |
Spagna, 1792. Il pittore Francisco Goya gode del suo momento di gloria
grazie alla nomina di "pittore di corte", nomina che gli permette di
mantenere la sua vena artistica dipingendo il desolante scenario dela guerra
e delle misere condizioni di vita cui è costretto il suo popolo. Un giorno,
la sua musa ispiratrice - l'adolescente Ines - viene ingiustamente accusata
di giudaismo e imprigionata dalla Santa Inquisizione. Durante la prigionia
incontrerà fratello Lorenzo, astuto ed enigmatico membro dell'Inquisizione
che abuserà della sua ingenuità per sfruttare il proprio potere ecclesiale.
Ma un'incredibile vicenda costringerà l'uomo ad allontanarsi dalla Spagna,
per farvi ritorno quindici anni più tardi sotto una veste completamente
nuova. C'è davvero tutto nel Francisco Goya tratteggiato da Milos Forman:
l'indipendenza artistica, il dovere di ritrarre la brutalità a cavallo del
secolo, fra le ispirazioni illuministe e quelle ecclesiastiche, dalle
barbarie dell'Inquisizione fino gli agi di una corte illuminata.
In fondo, ciò che traspare, è solo l'ineluttabile segno dei tempi, di esseri
umani trattati come bestie, impotenti di fronte al divino e sottomessi al
volere di altri uomini. C'è l'abile distruzione di ogni retorica e di ogni
esemplificazione dogmatica, regalando un'estetica formalmente impeccabile
che sfrutta gli occhi di un artista del suo tempo, per raccontare la fine
della caccia alle streghe, l'ascesa di Napoleone e dei presunti diritti
dell'uomo, fino a una restaurazione quasi obbligata, con l'arrivo delle
truppe inglesi sul territorio spagnolo per cacciare gli "invasori" francesi.
Un intreccio che diverte e conquista con una dose di cinica ironia, con un
debole manifesto per tutto ciò che - divenendo arte - elevi dalle brutture
di un mondo alla mercé di se stesso. Il secolo dei grandi rivolgimenti
politici prende le sembianze di un Cristo in croce privo di pietas, trafitto
a morte dalle controversie dell'animo umano, costretto a mutar pelle a
seconda delle esigenze, pur di sopravvivere alla foga dell'autodistruzione.
Da Oscar l'interpretazione di Javier Bardem, nella parte di un inquisitore
prima e di un illuminato dopo, irriconoscibile Natalie Portman, matura e
straniante nelle vesti di una presunta eretica perseguitata. Un film che
lascia storditi, col sorriso amaro di chi, grazie a una colpo di pennello,
scopre insieme arte e miserie dell'esistenza.
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