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L'allenatore nel pallone 2
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Regia |
Sergio Martino |
| Attori |
Lino Banfi, Anna Falchi, Urs
Althaus, Joanna Moskwa, Giuliana Calandra, Biagio Izzo, Max Parodi,
Andrea Roncato, Little Tony, Francesco Totti, Luca Toni, Marco Materazzi,
Gennaro Gattuso, Alessandro Del Piero, Andrea Lotito, Carlo Ancelotti,
Francesco Graziani, Roberto Pruzzo, Ilaria D'Amico, Sandro Picinini,
Giampiero Mughini, Fulvio Collovati, Milo Coretti |
| Paese,
Anno |
Italia - 2007 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
112 |
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Trama |
Lo avevamo lasciato in trionfo ¿ più di vent'anni or sono mentre festeggiava
la salvezza in serie A in braccio a due gemelli nerboruti, dopo una
travagliata stagione a base di corna, corruzione e calcio. Lo ritroviamo
oggi, visibilmente invecchiato ma grintoso come sempre, che sogna un
insperato ritorno in panchina con la sua Longobarda, compagna di gioie e
sventure.
Nell'anno domini 2007, grazie al coraggio di un "cummenda" milanese e di un
losco figuro proveniente dalla Russia, il sogno della Longobarda diventa
realtà. Per una serie di vicissitudini dovute a promozioni e retrocessioni a
tavolino, truffe, fallimenti, cessioni, la squadra di Oronzo Canà può
tornare nella massima serie e disputare insieme alle altre grandi un
campionato di tutto rispetto, introducendo un modulo che ¿ dopo la Bi-zona
farà discutere e appassionare: il metodo a farfalla. Arriva, prima o poi, il
momento di confrontarsi con un cult movie che negli anni '80 fu snobbato
dalla critica per poi divenire uno dei film più visti, acquistati e
chiacchierati degli ultimi cinquant'anni di storia patria.
Sarebbe molto comodo, a conti fatti, lasciare ai posteri una sentenza
difficile, un ritorno che non possiede la magia dell'originale ma che fa
sorridere (e anche con gusto) per le geniali trovate di un Lino Banfi che
sembra non aver mai abbandonato del tutto la sua comicità. Per il resto, si
può procedere a un resoconto che apra spazi di dibattito e discussione, come
nei bar sport o nei cineforum. L'effetto nostalgia, col quale il revival
seduce il suo pubblico, manca qui della sua arma più sottile ed efficace,
quella naturalezza e quella genuinità che né quel cinema di genere, né quel
calcio alla genesi del divismo e dell'opulenza posseggono più. E dare in
mano a Sergio Martino un cast che ricalca quasi in toto quello dell'84 (con
una differenza di budget non indifferente) significa evidenziare in maniera
piuttosto esplicita quelle differenze "tecniche" di un cinema che non
possiede più il "genere", ma ne appare anzi posseduto a fini meramente
commerciali.
Sarebbe un peccato, però, non evidenziare quel che di buono la pellicola
offre, nel tentativo di omaggiare un passato non troppo glorioso ma che ha
conquistato almeno tre generazioni di spettatori. Risultato, questo, che non
può essere snobbato da facili intellettualismi. Oronzo Canà piace per la sua
mediocrità e noi, dopotutto, non potremo mai esser così certi che il calcio,
anche ai tempi d'oro di un genere tutto italiano, fosse davvero diverso da
come è oggi. Eroi o coglioni, tanto per citare, fa poca differenza.
L'importante è riuscire ancora a divertirsi. Due stelle al film, una al
ritorno di Lino Banfi al cinema.
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