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L'abbuffata
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Regia |
Mimmo Calopresti |
| Attori |
Diego Abatantuono
Donatella Finocchiaro
Gérard Depardieu
Nino Frassica
Valeria Bruni Tedeschi |
| Paese,
Anno |
Italia - 2007 |
| Genere |
Commedia |
| Durata
(Minuti) |
102 |
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Trama |
Diamante è una piccola località della Calabria la cui unica peculiarità è
l'assenza di qualsiasi avvenimento degno di essere raccontato. I tre giovani
protagonisti del film, che sognano di sfondare nel mondo del cinema, lo
sanno bene. Così come sanno bene che non sarà facile portare a termine il
loro cortometraggio, frutto di una storia d'amore - sognata per trent'anni -
fra una vecchia zia e un giovane emigrante sparito nel nulla. Nella
frenetica ricerca di un attore, i tre ¿ accompagnati da una spigliata
fanciulla in cerca di successo ¿ si spingeranno fino a Roma, dove scoprono
sulla loro pelle che le amicizie, i contatti e le conoscenze, contano molto
di più della voglia di fare. Matrimoni e funerali, partenze e ritorni, forse
addii.
L'inno della provincia di Mimmo Calopresti è un'operazione ardimentosa, il
cinema che parla di cinema ha perso fascino, non ha più appeal, eppure, dopo
aver visto questi tre giovani aspiranti registi affannarsi per portare a
termine il loro film, si ha l'impressione di aver visto qualcosa di nuovo,
di vitale, di genuino. Questa abbuffata di cinema, vissuta nei suoi luoghi e
raccontata dagli occhi dei suoi personaggi dividerà forse la critica, ma
rappresenta bene il desiderio atavico di un cinema che ogni tanto ricorda a
se stesso i propri vizi e le proprie virtù, parlando di ciò che è stato e di
ciò che sarà, con il tocco leggero della commedia all'italiana che non
esiste più: non per decorrenza dei termini, ma per manifesta incapacità dei
nostri registi contemporanei.
Calopresti no, conosce bene i rischi del caso, li evita tutti e, quando
proprio non ne può fare a meno, ammicca quasi scusandosene. Critica feroce
al sistema televisivo che fu già del Fellini di Ginger e Fred, non a caso i
personaggi divi dei reality show vengono descritti come corpi senza materia,
anime votate al delirio di onnipresenza.
La pellicola ricorda di tanto in tanto che ognuno ha i suoi ruoli e le sue
competenze, ma rovesciarli è una deriva inevitabile. Registi che fanno gli
attori, attori che fanno i registi, critici ¿ televisivi e non ¿ che
farneticano dall'alto di un pulpito inesistente. Il viaggio a Roma, nei
luoghi sacri del cinema, ormai templi della peggiore delle degenerazioni
sociali (la cosiddetta tv), porta a un affrettato rientro a casa.
Ma nulla è perduto: il sud, il sole e il gusto per la buona tavola,
convinceranno un grandissimo attore ¿ nientemeno che il divo Depardieu - a
recarsi lì in pellegrinaggio per permettere ai tre giovani di coronare il
loro sogno. Nella speranza che l'abbuffata, cosi com'è, non si trasformi in
bulimia. Delizioso.
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