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Jumper
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Regia |
Doug Liman |
| Attori |
AnnaSophia Robb
Diane Lane
Max Thieriot
Michael Rooker
Rachel Bilson
Samuel L. Jackson |
| Paese,
Anno |
USA - 2008 |
| Genere |
Avventura |
| Durata
(Minuti) |
88 |
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Trama |
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David scopre a 17 anni di avere il dono del teletrasporto. Può
materializzarsi in qualsiasi parte del mondo guardando una semplice
immagine. Ma non è il solo, i Jumpers esistono da secoli e vivono una lotta
costante contro i Paladini, una setta che vuole sterminarli. Come in Star
Wars III, Christensen interpreta un uomo che sceglie l¿uso amorale delle sue
doti. David è un antieroe che sfrutta il misterioso potere per rubare nelle
banche e viaggiare. Tratto da un romanzo di Steven Gould, inedito in Italia,
Jumper mette in scena una trama superficiale per mostrare salti spaziali
verso una serie di location da cartolina. Si balza dalla Sfinge, al Big
Bang, a Tokyo, in maniera nervosa e piuttosto confusa. E di queste location
la pellicola non mostra più di quanto si veda in una bella foto turistica,
dando l¿impressione di sfondi vacui e inutili alla narrazione. Dedicata a
Roma, e, per non rischiare di uscire dalla banalità, al Colosseo, una lunga
sequenza del film, l¿unica posata e seguibile peraltro, dove David si lascia
arrestare dai poliziotti italiani, restando ore in attesa di un magistrato.
Al di là dell¿idea di partenza, e della difficoltà a lasciarsi coinvolgere
con un antieroe volutamente antipatico, Jumper mostra il carattere molto
attuale della frenesia visiva a discapito del contenuto. Alla costruzione
dei personaggi e delle situazioni, si preferisce spesso l¿accumulo
spropositato di luoghi spettacolari, ostentati in oggettive irreali con
l¿aiuto della computer graphic. Doug Liman, regista di The Bourne Identity e
Mr. & Mrs Smith, non approfondisce, come ci si attenderebbe, il rapporto
degli attori nello spazio. Impaziente e incapace di valorizzare i luoghi,
introduce i viaggi da visioni aeree roteanti e pompose, certamente belle sul
grande schermo ma incapaci di fissarsi nella memoria per la loro vacuità
narrativa. Al caos visivo si aggiunge il pasticciato plot, che pur essendo
privo di sorprese, è raccontato con buchi e sequenze apparentemente
insensate. Una nota positiva va alla striminzita durata, che evita l¿inutile
polpettone ma accentua la sensazione di aver visto il trailer di Jumper 2.
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