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John Rambo
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Regia |
Sylvester Stallone |
| Attori |
James Brolin
Kim Dickens
Matthew Marsden
Paul Schulze
Sylvester Stallone |
| Paese,
Anno |
Germania, USA - 2008 |
| Genere |
Azione |
| Durata
(Minuti) |
93 |
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Trama |
John Rambo non è più tornato a casa. L'ex reduce del Vietnam vive al confine
tra la Tailandia e la Birmania e risale il fiume Salween per cacciare
serpenti velenosi. L'ozio catartico del guerriero è turbato da un gruppo di
missionari laici, guidati dalla bionda e idealista Sarah Miller, che
vorrebbe raggiungere e soccorrere alcuni villaggi birmani vessati da un
sadico regime militare. La missione di pace verrà duramente interrotta dai
soldati di Burma. Messo insieme un esercito di mercenari, Rambo e compagni
si imbarcheranno in un'impresa (apparentemente) suicida.
"Non si può vivere tutta la vita sopra una sella, bisogna fermarsi da
qualche parte¿" e così anche John Rambo ha trovato un luogo fisico e una
condizione dell'anima dove cominciare progressivamente a invecchiare. Ma poi
Stallone lo ha stanato e lo ha motivato con nuovi sviluppi narrativi. Così
Rambo è tornato, sempre più stanco, sempre più in crisi, sempre più
incazzato. Con la chiamata alle armi ritorna pure l'incubo della rimozione
esplicitata dall'attore-regista attraverso l'evidenza del flashback, che
rinnova al giovane spettatore come al vecchio e nostalgico, le vite
precedenti del reduce belligerante del cinema americano anni Ottanta.
Ri-vediamo il Rambo di Ted Kotcheff, veterano in cerca di un pacifico
reinserimento, avversato ed emarginato dalla società, il reduce John del
secondo episodio, disadattata macchina bellica che torna nuovamente utile al
governo e all'esercito, e l'implacabile Rambo III di Peter MacDonald, in
ritardo ideologico sugli avvenimenti della politica internazionale (la
Perestojka), che convertiva in "amico" il nemico russo.
Il John Rambo ritrovato del titolo è una maschera (di dolorose metamorfosi)
la cui referenza deve essere cercata all'interno del genere (quello dei
"soldati in azione" dell'action movie degli anni Ottanta) e non rispetto
alla società che la produce. L'eroe in action di Stallone, lanciato contro
l'esercito militare birmano che da sessant'anni uccide, tortura, stupra,
umilia e mutila la popolazione Karen, è fuori tempo massimo ma proprio per
questo commovente, patetico e patibile: un corpo votato a tutte le
esperienze del dolore e a ragione di questo capace di suscitare un
sentimento di malinconica compassione. John Rambo è "il nostro che arriva"
da un passato leggendario in un presente ordinario che non prevede la
possibilità di esistenza dell'eroe. Soddisfatto il desiderio di catarsi
dello spettatore con l'orribile punizione che occorrerà al perfido
antagonista, Rambo lascia il passo alla modernizzazione incipiente,
imboccando solitario la strada di casa, meta e figura fondamentale del
cinema americano. Come Rocky, anche Rambo esce di scena recuperando (nel
titolo) nome e identità.
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