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In questo
Mondo Libero...
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Regia |
Ken Loach |
| Attori |
Kierston Wareing
Juliet Ellis
Leslaw Zurek
Faruk Pruti
Branko Tomovic
Serge Soric
Radoslaw Kaim
Frank Gilhooley
Raymond Mearns
Steve Lorrigan |
| Paese,
Anno |
Germania, Inghilterra, Italia,
Spagna - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
96 |
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Trama |
Angie è una giovane donna divorziata con un figlio undicenne, Jamie, che
vive con i nonni. Licenziata in tronco da un'agenzia per cui procurava
manodopera proveniente dai paesi dell'Est, Angie decide di mettersi in
proprio. Insieme all'amica Rose crea un'agenzia di reclutamento che
gestiranno in coppia. Il confronto con la realtà dell'immigrazione,
clandestina e non, le imporrà delle scelte che non andranno tutte nella
stessa direzione.
Ken Loach è un regista che si potrebbe definire 'necessario'. Necessario
perché a ogni film (sia che parli di Glasgow, di Irlanda o di Spagna nella
guerra civile) ci ricorda che questo mondo, il nostro mondo occidentale, non
è il paradiso ma, a differenza di altri che accettanno ciò come un dato di
fatto ineludibile, lui pensa che qualcosa si possa fare. L' "I care/Mi
riguarda" di kennediana memoria è per lui un imperativo categorico a cui va
data attuazione.
La quasi debuttante Kierston Wareing gli offre un valido aiuto sfaccettando
il suo personaggio e offrendogli quelle variazioni dal positivo al negativo
che spingono lo spettatore ad alternare adesione e repulsione nei suoi
confronti.
Loach afferma: "Lo sfruttamento è cosa nota a tutti. Quindi non si tratta di
una novità. La cosa che ci interessa di più è sfidare la convinzione secondo
la quale la spregiudicatezza imprenditoriale è l'unico modo in cui la
società può progredire; l'idea che tutto sia merce di scambio, che
l'economia debba essere pura competizione, totalmente orientata al marketing
e che questo è il modo in cui dovremmo vivere. Ricorrendo allo sfruttamento
e producendo mostri".
Angie è un 'mostro' che sembra non accorgersi di esserlo. In lei convivono
il bisogno di riscatto, la generosità e la più fredda e letale
determinazione. È una donna che vuole sfondare in un territorio tipicamente
maschile finendo con il fare proprie le caratteristiche più negative
dell'altro sesso. Quasi come se Loach sentisse su di sé la differenza di
approccio generazionale alle problematiche sociali le offre (grazie alla
scrittura del suo più che fedele sceneggiatore Paul Laverty) uno specchio in
cui riflettersi: l'anziano padre che, vedendola all'opera, non può non
dirle: "Stiamo tornando ai vecchi tempi"? Ai vecchi tempi si usavano termini
come sfruttamento, riduzione in schiavitù, proletariato. Oggi tutto è molti
più soft. Il lavoro è 'interinale'. I contratti sono 'a termine'. Ma la
realtà è ancora, dolorosamente quella.
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