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Il
Nascondiglio
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Regia |
Pupi Avati |
| Attori |
Laura Morante
Rita Tushingham
Burt Young
Treat Williams
Yvonne Sciò
Giovanni Lombardo Radice
Peter Soderberg
Angela Pagano
Sydne Rome
Angela Goodwin |
| Paese,
Anno |
Italia, USA - 2007 |
| Genere |
Thriller |
| Durata
(Minuti) |
100 |
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Trama |
Dopo una malattia mentale, che l'ha costretta quindici anni in una clinica
psichiatrica, una donna di origine italiana recupera la lucidità e la voglia
di ricominciare a Davenport, una cittadina tranquilla nello Stato dello Iowa.
Decisa ad avviare un ristorante italiano, affitta il piano terra di Snakes
Hall, tetro e cupo edificio in cima a un colle. Costruita all'inizio del
Novecento da un imprenditore farmaceutico e successivamente trasformata in
un gerotrofio, Snakes Hall sembra nascondere dietro le pareti un terribile
segreto. La donna, svegliata ogni notte da una voce querula, decide di
indagare. Scoprirà molto presto che la casa è stata teatro di crudeli
trapassi.
Il temario avatiano delle produzioni recenti ci aveva abituati a
rievocazioni generazionalmente autobiografiche e nostalgiche (Il cuore
altrove, La seconda notte di nozze), a vivaci e sottili quadri di
conflittualità familiare (La cena per farli conoscere, Ma quando arrivano le
ragazze) o ancora a sagaci sguardi sociologici sul presente (La rivincita di
Natale).
Girando Il nascondiglio, Pupi Avati torna a compiere un'incursione nel
genere praticato all'inizio della carriera con Balsamus, l'uomo di Satana e
Thomas, esordi che avevano sorpreso il cinema italiano e la critica degli
anni '60 con storie, ambientazioni e modalità narrative inedite. Erano gli
anni folli dell'horror e della sperimentazione a tutto campo, dove la Avati
Factory (Antonio e Pupi) affinava il proprio metodo di lavoro, culminante
nel riconoscimento internazionale attribuito a La casa dalle finestre che
ridono. Lontano dalla piattezza della pianura padana e dal profilo alto
dell'Appennino tosco-emiliano, Avati cerca (e non è certo la prima volta)
nel Midwest americano la dimora "ideale" per la sua protagonista e per il
suo racconto straordinario. Davenport è una cittadina tranquilla e solare
dell'Iwoa che diventa improvvisamente scenario di orribili delitti e
perversioni, un luogo ideale da alterare e allucinare. Come il giovane
seminarista dell'Arcano incantatore, il personaggio interpretato da Laura
Morante si "confina" nell'isolamento di una casa in collina per sfuggire a
un passato traumatico. L'intento dell'autore è quello di spaventare il
pubblico che accompagna la ricerca della Morante alla Snakes Hall,
percorrendo scale e corridoi dell'edificio con la pila che muove un fascio
luminoso sulle linee e le forme del décor di un ambiente ricostruito a
Cinecittà. Dentro una casa che contiene, nasconde e "genera" personaggi, si
muove a occhi aperti la macchina da presa di Avati, determinando uno spazio
fisico e mentale unitario, delimitando lo stato d'animo e il sentimento
della sua protagonista, facendo esplodere l'isteria e l'abituale maschera
della Morante.
Il nascondiglio è un film girato, montato e recitato "dal vivo", aperto a
ogni intrusione dell'inatteso (Avati ha fatto girare due diversi finali alla
Morante), senza rinunciare mai al rigore formale e senza abbandonarsi
all'indifferenza a cui molto spesso conduce il mestiere. La grande casa "di
campagna" di Avati non ospita atmosfere festose, esplosioni di gioia, di
sessualità e tenerezza (Storia di ragazzi e di ragazze), l'energia narrativa
questa volta si esprime con voce orrorifica e si libera nel pianto, nel
sangue e nel rancore. Siete avvertiti.
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Cover
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