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Il Cavaliere Oscuro
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Regia |
Christopher Nolan |
| Attori |
Aaron Eckhart
Christian Bale
Eric Roberts
Gary Oldman
Heath Ledger
Maggie Gyllenhaal
Michael Caine
Morgan Freeman |
| Paese,
Anno |
USA - 2008 |
| Genere |
Azione |
| Durata
(Minuti) |
152 |
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Trama |
Il crimine organizzato a Gotham City ha le ore contate. Batman, il tenente
Gordon, il nuovo Procuratore Distrettuale e alcuni improbabili epigoni
dell'Uomo Pipistrello in imbottiture da hockey hanno dichiarato guerra ai
criminali. La loro fortuna e i loro dollari, accumulati in una banca di
massima sicurezza, vengono rubati da Joker, un pagliaccio sadico e
mascherato che getterà la città nel disordine e nell'anarchia. Riempite le
tasche di lame, polvere da sparo e lanugine, Joker sfiderà il cavaliere
oscuro di Bruce Wayne e rivelerà il lato oscuro di Harvey Dent, l'eroe
procuratore che applica la giustizia e agisce a volto scoperto.
Negli anni il fumetto ideato da Bob Kane si è "riletto" per riscriversi in
nuove forme, in questo modo ha riscritto anche il proprio rapporto con il
cinema. Si è perciò compiuto il progetto di portare sullo schermo Batman,
evitando l'estetica pop-camp di una precedente età televisiva,
interiorizzando le proprietà narrative del fumetto e quelle del video e
procedendo verso la loro integrazione radicale.
Dopo la deformazione grottesca e la stilizzazione espressionistica delle
versioni di Burton, che aveva saputo trovare un equivalente
plastico-dinamico alle figure disegnate sulle tavole, il Batman "iniziato" e
"totalmente formato" di Nolan riscrive in chiave crepuscolare il mito del
giustiziere mascherato e rilancia in avanti la scommessa del fumetto al
cinema. Se il Batman di Burton è infatti prossimo al sistema di
rappresentazione dei cartoons, dal quale del resto l'autore proviene, Nolan
codifica nel noir il character di Kane, deviandone le traiettorie e sviando
lo sguardo dello spettatore in un gioco perverso, che si annoda nella
psicologia dei suoi protagonisti e si complica nell'interazione tra i
personaggi e il paesaggio metropolitano dominato dal denaro.
Sviluppata la sua mentalità investigativa e dichiarata la sua formidabile
capacità abduttiva, il cavaliere oscuro di Nolan è un detective
incorruttibile a caccia di prove (un proiettile esploso nel muro vale un
indizio), che tocca cadaveri, frana sulle macerie dei palazzi e agisce in
una "giungla d'asfalto" dentro una divisa leggera da "corpo speciale".
Spogliato dal rigido esoscheletro, il singolare "costume", disgiunto dal
cappuccio, attribuisce nuova energia al personaggio logorato dal protrarsi
dell'iteratività narrativa.
Quello che conta nel Cavaliere oscuro è l'enigma della psicologia dei
personaggi: i compagni (Harvey e Gordon) di Batman quanto gli antagonisti (Joker
e Due Facce) non sono semplici caratterizzazioni laterali ma diventano
figure malate di un incubo, sistematicamente inquadrate dal basso
(soprattutto Joker) come un insieme ambiguo e incombente.
Apparentemente costruito come film sulla voracità e sul potere distruttivo
del denaro (il film si apre con la realizzazione di un colpo e la
liquidazione di tutti gli esecutori materiali della rapina ad opera di chi
l'ha concepita), Il Cavaliere oscuro si rivela opera della paranoia e del
progressivo affondare dell'eroe senza maschera di Aaron Eckhart (Harvey Dent),
risentito coi compagni e attirato verso il basso da un inafferrabile Joker.
Dalla "caduta" muore Harvey e nasce Due Facce, un reduce-sopravvissuto e
psicopatico quanto l'irriducibile clown di Ledger, di cui il regista non
rilegge le origini, perché Joker è figlio del caos e la sua ferita, aperta
in un "sorriso", è figlia di una leggenda declinabile all'infinito.
Come The Prestige così Il Cavaliere oscuro è una saga della dualità, ma
diversamente dal primo a Gotham City non vince chi rischia di più o chi ha
meno remore morali, i duellanti sono tutti ugualmente sconfitti e perdenti.
Batman perde l'illusione di Rachel e attira su di sé l'attenzione ostile dei
cittadini, distogliendola come un prestigiatore da quei particolari che
lascerebbero intuire la soluzione del mistero; Harvey perde Rachel e la
"faccia"; Joker la risata, bloccata e "appesa" in cima a un grattacielo; gli
spettatori perdono il volto disfatto nel make-up di Heath Ledger, rovesciato
e trattenuto dal dandy malinconico di Bale. Se lo lasciasse precipitare
nemmeno Batman esisterebbe più. E (questo) Joker non può davvero andarsene
mai.
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