|
I demoni
di San Pietroburgo
|
 |
Regia |
Giuliano Montaldo |
| Attori |
Anita Caprioli
Carolina Crescentini
Filippo Timi
Giovanni Martorana
Miki Manoilovic
Patrizia Sacchi
Roberto Herlitzka
Sandra Ceccarelli |
| Paese,
Anno |
Italia - 2008 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
118 |
|
|
Trama |
In un giorno di nebbia del 1860, Fjodor Mikhajlovic Dostojevskij varca la
soglia dell'ospedale psichiatrico di San Pietroburgo per incontrare un
presunto folle, Gusiev, che lo ha contattato per lettera. Al suo amato
scrittore, il giovane confessa, pentito, di aver fatto parte del gruppo
terroristico che ha da poco assassinato il principe e che sta preparando
l'omicidio del granduca. Il progetto prevede l'annientamento dell'intera
famiglia imperiale e il solo modo per sventarlo è fermare il capo dei
rivoltosi, una donna di nome Aleksandra. Sconvolto da questa notizia,
pressato dall'aguzzino a cui deve consegnare un romanzo entro cinque giorni,
Dostojevskij ingaggia una lotta con i suoi demoni: la colpa, il dubbio, il
passato, la malattia.
Giuliano Montaldo torna al cinema, perseguitato a sua volta dal demone di un
progetto che, presente da lungo tempo nella sua mente, scalpitava per venire
alla luce. Ideato da Andrei Konchalovsky, I demoni di San Pietroburgo è
insieme la storia di un uomo, la lettura di un artista e l'affresco di una
Storia, che non smette di ripetersi.
Mescolando biografia e bibliografia, Montaldo si serve della più grande voce
della letteratura russa per affrontare un discorso politico che, in ultima
istanza, raccomanda di cercare l'Uomo e di fuggire dall'adesione cieca agli
ideali astratti, scorciatoia fatale verso il delirio d'onnipotenza e la
violenza. Come Dostojevskij, anche Montaldo non si è mai sottratto
all'impegno sociale e ha fatto della propria arte un veicolo di passione e
di riflessione scoperta, e ora può permettersi, dall'alto dell'età e
dell'esperienza, di interrogarci tutti, con un'opera che ha la pretesa del
classico e una forma che si mette interamente al servizio di questa pretesa.
In linea con le scelte letterarie ed eleganti della Jean Vigo Italia, ma
anche con una forte tendenza all'illustrazione, il film afferma, nel dialogo
e nel senso, che la vita è infinitamente più ricca di un romanzo, ma -
miracolo - l'arte del racconto serve proprio a rendere più verosimili i
fatti della vita. È impossibile non leggere in queste righe un'intenzione
d'autore, ma altrettanto impossibile è non decretare, varie volte nel corso
del film, il fallimento di quest'intenzione.
L'impianto marcatamente teatrale, che posiziona gli attori al centimetro,
spoglia I demoni di San Pietroburgo della verosimiglianza che evoca e di cui
necessiterebbe, dando luogo, talvolta, a sequenze dalla dinamica astrusa (il
salvataggio del compagno prigioniero in Siberia) o eccessivamente verbosa.
Suggestivo nella fotografia e nell'ambientazione, ridondante nella metafora
(l'aquila della libertà), a tratti appassionante e a tratti solo
appassionato, il film di Giuliano Montaldo è un percorso leggermente
faticoso, come quello delle tante scale che mette in scena. La salita vale
la pena perché, in cima, ci sono Miki Manojlovic (Dostojevskij) e Roberto
Herlitzka (Pavlovic), che danno, col solo volto, tutte le sfumature che
mancano al testo.
|
Cover
Per scaricare la Cover, cliccare sull'immagine per ingrandirla.
Si aprirà una nuova finestra, a questo punto cliccare
con il tasto destro del mouse sull'immagine appena aperta
e dal menù a discesa scegliere: Salva immagine con nome
|

|
| |
|