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Hollywoodland
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Regia |
Allen Coulter |
| Attori |
Adrien Brody
Ben Affleck
Bob Hoskins
Diane Lane
Joe Spano
Molly Parker
Robin Tunney |
| Paese,
Anno |
USA - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
126 |
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Trama |
Il
16 giugno 1959 accade uno dei più famosi fatti di cronaca che abbiano
coinvolto Hollywood. L'attore George Reeves (Ben Affleck), interprete di un
Superman televisivo, si suicida. Tutto sembra talmente chiaro, da dubitare
che possa essere realmente andata così. L'investigatore privato Louis Simo (Adrien
Brody), senza soldi e lavoro, si "prende a cuore" il caso, e convince la
madre a ingaggiarlo per conoscere la verità.
Hollywoodland rappresentava le colline di L.A., dove il cinema, lo show
business, le Majors, avevano trovato casa, e dove esercitavano il potere
assoluto, capaci di creare stelle e di distruggerle, con grande, immensa
facilità. Il sogno hollywoodiano di Allen Coulter, alla sua opera prima, è
una crime story in parabola discendente, dove ogni cosa è mossa da
Tinseltown (in gergo, la Mecca dell'industria cinematografica). Le esistenze
dei due protagonisti, portate avanti in parallelo, (sebbene abbiano uno
sfasamento temporale), mettono in luce la caduta libera di due uomini, ieri,
pieni di speranze, oggi disillusi, entrambi figli dell'Hollywood decadente
del periodo. George Reeves desidera essere un grande attore, ma non ne ha le
capacità, racchiuso in un costume da supereroe che lo condannerà per sempre;
Louis Simo, odia Hollywood, ma la subisce, perché l'incontra tutti i giorni
per le strade e per lavoro, e inconsciamente ha una vita da detective da
film.
In un possibile confronto con Black Dahlia di Brian De Palma, che
rappresenta il "Cinema desiderato", Hollywoodland si pone come Cinema sul
viale del tramonto, in ricordo di quello che era stato solo dieci anni prima
nell'epoca d'oro. Nella prima metà del film i riferimenti cinefili, l'autoironia
di Ben Affleck (in una delle sue migliori interpretazioni) e il detective
fallito di Adrien Brody (il fisico emaciato lo aiuta) sorreggono il ricorso
al flashback, nella seconda parte, risultano ripetitivi e scontati.
Nonostante un cast superbo (anche la coppia MGM, Diane Lane e Bob Hoskins, è
molto riuscita), Hollywoodland nasce da un'idea di cinema classico con una
sceneggiatura brillante nei dialoghi, non sempre nella struttura. È
pensabile poi, che il tema (che prende spunto dal fatto di cronaca) non
interessi il pubblico europeo. Per Allen Coulter, che proviene dalle serie
televisive di successo, ci sarà sicuramente un'altra possibilità. Anche se a
Hollywood, niente viene dato per scontato.
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