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Hellboy II
The Golden Army
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Regia |
Guillermo Del Toro |
| Attori |
Doug Jones
Jeffrey Tambor
John Hurt
Luke Goss
Ron Perlman
Selma Blair |
| Paese,
Anno |
USA - 2008 |
| Genere |
Azione |
| Durata
(Minuti) |
110 |
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Trama |
All'interno del Dipartimento per la Ricerca sul Paranormale e la Difesa c'è
aria di maretta. Il muscoloso detective Hellboy, per gli amici Red, è
vittima tanto del suo capo Manning, che vorrebbe impedirgli di mettersi in
mostra davanti agli umani, tanto della sua pirotecnica fidanzata Liz, che
sembra avere un segreto e non volerglielo rivelare. Ma un pericolo molto più
grande incombe sul B.P.R.D. e sul mondo intero: il principe Nuada del mondo
delle tenebre, stanco di obbedire da secoli all'umanità, ha risvegliato un
esercito leggendario di macchine assassine al fine di annientarla. A Hellboy
e al suo indistruttibile pugno di pietra il compito di fermarlo.
Chi, nel 2004, aveva osannato il talento di Guillermo Del Toro nel portare
sullo schermo l'eroe del fumetto creato da Mike Mignola, deve ricredersi:
Hellboy si riduce ad una buona presentazione del personaggio di fronte ad
secondo capitolo, Hellboy - The Golden Army, che brilla davvero nel buio
della sala.
Rinunciando alla trama pseudo storica che ingarbugliava il primo tomo, e con
essa ad una buona dose di fedeltà al fumetto, il regista messicano si
diverte qui ad approfondire le relazioni tra i personaggi, raggiungendo nei
dialoghi dei duetti da antologia, tanto tra Red e Abe, il mutante acquatico,
quanto tra i due super "piccioncini". Ugualmente, la distanza tra i due
mondi, quello "normale" e quello che non lo è affatto, si riduce al punto da
prevedere dei "passaggi" che coincidono con alcune tra le sequenze
visivamente più spettacolari del film (il mercato dei Trolls, l'Irlanda del
Nord).
Sebbene la storia in sé non si discosti dalla solita direttrice per cui un
rappresentante del mondo occulto dichiara guerra a quello emerso mettendo in
difficoltà il protagonista, diviso tra i due mondi e spesso inviso ad
entrambi, in questo secondo episodio il tema dell'eros e del suo legame
drammatico e inscindibile con thanatos fornisce coerenza narrativa, poiché
si declina tra il giustiziere rosso e Liz ma anche tra Abe e Nuala e tra i
due pallidi gemelli delle tenebre.
In tutti i casi, è sul piano dei personaggi che Hellboy dà il meglio di sé.
Vien da dire che è dai tempi di Guerre Stellari, di Ian Solo, della
principessa Leila e di Chewbecca, che non si vedeva un trio come quello di
Red, Liz e Abraham (alias Ron Perlman, Selma Blair e Doug Jones); e non sono
da meno i secondari, specie la new entry ectoplasmica Johann Krauss e
l'apparizione dell'Angelo della Morte, messaggero di una misteriosa profezia
che potrebbe allungare la sua ombra sul futuro cinematografico dei nostri
eroi.
Approfittando del fatto che "Hellboy" è un fumetto recente, privo della
pesante tradizione di altri colleghi a strisce, Del Toro imprime a fuoco
sulla serie in fieri il suo marchio di fabbrica e tinge con gusto il bianco
e nero carico e gotico di Mignola con i suoi colori altrettanto carichi e "fantasyosi".
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