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Harry
Potter e l'Ordine della Fenice
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Regia |
David Yates |
| Attori |
Brendan Gleeson
Daniel Radcliffe
Emma Watson
Helena Bonham Carter
Jason Isaacs
Richard Griffiths
Rupert Grint
Tom Felton |
| Paese,
Anno |
Inghilterra, USA - 2007 |
| Genere |
Fantastico |
| Durata
(Minuti) |
142 |
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Trama |
Voldemort si è fatto corpo ed è tornato. Nessuno al Ministero della Magia
sembra crederci. Cornelius Caramell, pavido Ministro delle istituzioni
magiche, è deciso a reprimere con tutti mezzi coloro che oseranno affermare
il contrario. Harry, sopravvissuto col tronfio cugino Dudley all'attacco dei
Dissennatori, viene espulso da Hogwarts per avere usato impropriamente la
magia davanti a un babbano. L'intervento in tribunale di Silente reintegra
il ragazzo e lo introduce alla conoscenza dell'Ordine della Fenice, un
gruppo di nobili cavalieri magici avversari di Voldemort.
Mentre l'oscuro signore recluta vecchi servitori di ascendenza pura per
entrare in possesso della profezia, l'esercito "templare" di Silente
combatte due fronti e due poteri: quello maligno e potente dei Mangiamorte e
quello politico e ottuso di Caramell, che si ostina a negarne il ritorno.
Rimosso Silente dalla presidenza di Hogwarts, questa volta Harry dovrà
cavarsela da solo. Ma nuovi e giovani membri si uniranno alla resistenza
contro Voldemort.
Quinta volta per Potter al cinema, prima volta per David Yates, regista
inglese che supera la prova accompagnando Harry alla maturità e
all'autonomia affettiva. Harry come persona e come mago è chiamato anche
questa volta a un compito evolutivo e a prove fondamentali per entrare
progressivamente nell'età adulta. Fa esperienza di un corpo "alterato" che
invia segnali nuovi, che si risveglia sessualmente spingendolo verso
l'esperienza amorosa. Lo sforzo di adattamento produce frustrazione e rabbia
separandolo fisicamente ed emotivamente dagli adulti che lo hanno adottato
per costruirsi degli affetti fuori da quelli istituiti. Harry, Ron, Neville,
Cho e Luna sono adolescenti davanti allo specchio.
Nell'Ordine della Fenice questo strumento di divinazione non riflette più
l'immagine speculare di una persona né l'identità benevola o malevola come
nello Specchio delle Brame della Pietra Filosofale, diventa piuttosto un
portale magico verso una nuova dimensione. A mutare è pure il rapporto con
la magia, costretta dalla terribile Dolores Umbridge all'interno di
parametri tradizionali, inaridita da un approccio inconsistente che non
permette alcuna partecipazione personale. È l'esempio positivo di Sirius,
nel privato, e di Silente, in quello pubblico, a insegnare a Potter a vivere
intensamente, contribuendo alla giustizia del mondo con il proprio atto
magico.
Di fronte alla rigidità educativa prevista dal Ministero, che punisce
duramente la trasgressione, la proposta di Harry di fondare "l'esercito di
Silente" appare rivoluzionaria: la magia non va soltanto letta sui libri, ma
applicata, agita e vissuta. Solamente così assume un significato intenso e
una forza formativa per lo spirito. Affascinato dal racconto giovanile del
patrigno sulla fondazione dell'Ordine della Fenice, Harry e compagni
riportano in vita quella tradizione di pratiche rituali e di virtù,
sviluppando un proprio modo di vivere magicamente e rifiutando il
conformismo delle idee.
Il viaggio dell'eroe mago continua, la guerra tra il Bene e il Male viene
giocata sul terreno accidentato della non visibilità (Dissennatori, Thestral
e Voldemort restano invisibili ai più) e la forza di Voldemort può avere la
meglio trascinando gli avversari dalla luce nelle tenebre. La convivenza
degli attori col soprannaturale si fa raffinata dando vita a forme visive
disparate che, smaterializzandosi e polverizzandosi, investono corpi,
ambienti e oggetti. Nella sequenza iniziale, che pratica il teen movie, lo
straordinario entra nell'ordinario: i personaggi reali convivono nel mondo
babbano con gli antagonisti scarnificati. Il digitale sottrae materia alle
superfici, rendendole inquietanti e spettrali. L'Ordine della Fenice si
divora come il libro omonimo e dona allo schermo la performance,
straordinaria per perfidia, di Imelda Staunton, "cattiva maestra" incapace
di partecipare il proprio amore per la cultura. Magica, ovviamente.
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