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Guida per
riconoscere i tuoi Santi
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Regia |
Dito Montiel |
| Attori |
Channing Tatum
Chazz Palminteri
Dianne Wiest
Eric Roberts
Martin Compston
Robert Downey Jr.
Rosario Dawson
Shia LaBeouf |
| Paese,
Anno |
USA - 2007 |
| Genere |
Drammatico |
| Durata
(Minuti) |
98 |
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Trama |
Astoria, Queens, 1986. Manhattan, ombelico del mondo, è a pochi chilometri
ma temporalmente ad anni luce di distanza. Dito vive con i suoi genitori e
trascorre la giornata con i suoi amici di strada, fra droga, noia e
microcriminalità. Un mondo chiuso, una sorta di ghetto in cui la società
wasp americana sembra aver confinato italiani, portoricani, greci, un
quartiere senza via di scampo che a un certo momento inizia a stare troppo
stretto a Dito che decide così di partire per la California. Per tornare poi
solo quindici anni più tardi, perché il padre è malato e per affrontare
definitivamente il passato, con i suoi fantasmi e il suo fardello emotivo.
Folgorante opera prima di Dito Montiel, prima scrittore che regista: il film
è infatti tratto dal suo omonimo romanzo autobiografico che, a conferma del
fatto che il sogno americano probabilmente ancora esiste, un giorno è
capitato nelle mani dell'attore Robert Downey Jr. che ne ha subito carpito
le grandi potenzialità come sceneggiatura. Un ritratto schietto e insieme
raccapricciante di una comunità di giovani allo sbando, un affresco corale
senza riserve, che per la spontaneità e la fresca inventiva ha tutto il
sapore del geniale esordio ma per la maturità e la consapevolezza registica
rimanda più volte al coppoliano I ragazzi della 56° strada, alle varie
inquadrature di strada di Martin Scorsese e anche alla vena più strettamente
documentaristica del Fernando Meirelles di City of God.
Con un ritmo che sempre asseconda la diegesi filmica, senza niente concedere
a facili patetismi, con una fotografia dialogante e protagonista, con una
colonna sonora partecipata (con tanti brani cult del tipico pop eigthies),
il film da spaccato di una società si fa racconto di una vita: e così viene
mostrato il ritorno di Dito a casa, la sua umiltà, la sua forza nel far
vedere le proprie fragilità e debolezze, il suo mettersi in discussione fino
a ritrovare l'amore. Dei genitori e degli amici, quei "santi" del titolo
abbandonati e non compresi in giovinezza.
A coronare una pellicola eccellente un cast altrettanto esemplare su cui
spicca un Chazz Palminteri che finalmente esce dal consueto ruolo da
caratterista e, svestendo i panni appunto del mafioso, indossa quelli di un
padre dall'umanità commuovente.
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